Il diavolo veste la Prada

Da Graffiti n. 306 (immagini di Valerio Moncini, marzo 2021)


Anche la Prada di Losine è sotto assedio. Dopo la distruzione della piana di Malonno restano in tutta la valle solo la Prada di Cividate e quella di Losine. Ora si va all'assalto di quest'ultima.

Torniamo indietro di venti e più anni quando era stato avviato un progetto di una grande cava di ghiaia nella piana subito a sud del piccolo abitato delle Tezze. Un Comitato Cittadino di ragazzi di Losine si era costituito proprio per opporsi. A dar man forte alla battaglia si schierarono Italia Nostra su sollecitazione del Prof. Adriano Soster e con Presidente il compianto Mario Bertolini, a cui dedichiamo il Ritratto di questo numero, e Legambiente di Valle Camonica.
Si fece di tutto per contrastare l'orribile progetto che avrebbe distrutto una parte importante, con un andirivieni di decine e decine di camion su quella stradina stretta stretta. Avevamo invocato un Parco intercomunale, visto che la parte terminale appartiene al Comune di Breno, ma si ottenne solamente un parco agricolo, comunque in grado di salvaguardare un'oasi di pace e tranquillità.
Adesso scopriamo che quella parte di area allora dedicata agli scavi di ghiaia è rimasta di proprietà privata e destinata ad una non precisata attività ludico-sportiva. L'abitato di Losine dista tre chilometri. Nei pressi della chiesa esiste un centro sportivo per quei pochi bimbi che ancora ci sono. Le scuole non ci sono più da anni, che non si riesce nemmeno a completare una pluriclasse.
Il sindaco attuale mi era sembrato attento alle questioni ambientali ed urbanistiche, segnando un vero stacco dalle precedenti amministrazioni leghiste. Evidentemente si porta dietro varianti del PGT di vecchia data.


Sta di fatto che ora ci sono ruspe e pachere che spianano il terreno e lo riempiono di cemento e lastre verticali di altro cemento. Attività ludico-sportive da un privato che consuma suolo di un parco agricolo, cementifica il terreno e lo circonda di barriere di cemento? Uno sfregio! E pensare che per accedervi si passa sulla pista ciclabile, la stessa dove oggi transitano mezzi meccanici pesanti ed un domani auto per accedere al 
parcheggio annesso.
Ma non si erano appena spesi 120.000 euro per addolcire la pista ciclabile sotto l'abitato di Losine, togliendo un saliscendi, per proseguire con altri investimenti per rendere sempre più gradevole la pista che è stata considerata tra le migliori d'Italia? Per più di un chilometro la pista d'ora in poi sarà disattivata o in parte coabitante con mezzi di ogni tipo.
Già ora si deve stare all'occhio ai mezzi motorizzati delle due aziende agricole presenti nella piana, e questo è legittimo. Domani, oltre ad aver perso una bella fetta della Prada, ci perderemo anche una bella fetta di pista ciclabile. A questo punto varrebbe la pena investire da parte degli enti sovracomunale in una variante nuova che passi in mezzo alla piana, virando verso il lato destro del fiume Oglio per ricongiungersi prima della passerella sotto Breno.
Quando smetteremo di consumare suolo in modo inappropriato? Quando si smetterà di lasciare lo sviluppo urbanistico in mano ai privati? Quando si smetterà di vendere una speculazione per un parco divertimenti? C'è ancora tempo e voglia di salvare il nostro fondovalle? 
Vi invito a fare una passeggiata nella Prada di Losine e vi garantisco che avrete tanta compagnia, gente che cammina, amici di cani in libertà, ciclisti: tanta e tanta gente all'aria aperta. E di questi tempi, ancor di più.

Guido Cenini