10 febbraio 2018

Ambiente, sanità, Europa: per me Gori è di sinistra

Pubblichiamo qui il testo integrale dell'intervista di Ivan Faiferri al Sindaco di Cerveno Marzia Romano.

Perché hai scelto di candidarti alla regione con la lista «Obiettivo Lombardia per le Autonomie con Gori»?
L'idea è nata all’interno del gruppo civico della CM, in seguito a ragionamenti che da tempo ho il piacere di condividere con i sindaci di Malegno, Braone e Losine e che numerosi altri amministratori in Valle sposano. L’intento è di presentare una candidatura che sia espressione delle sensibilità ambientaliste, culturali e sociali che ci legano, ed il fatto che la proposta ricada all'interno di una lista civica che unisce persone con orientamenti politici diversi ma pronti a lavorare su temi oggi improrogabili, rappresenta un valore aggiunto.
Ho iniziato a seguire Gori quando ho saputo della sua candidatura, mi sono piaciuti il modo di porsi ed i temi presentati. Il fatto che finalmente sia riconosciuta una partecipazione alla programmazione anche ai territori di montagna, istituendo un assessorato ad hoc, è significativo.
Essendo poi un Sindaco, mi porta a pensare che possa avere in agenda la semplificazione dei rapporti tra comuni e Regione…oggi schizofrenici.
All'inizio nessuno di noi era troppo scaldato per questa lista: benissimo avere un soggetto che rappresentasse le esigenze della montagna, ma nessuno voleva mettere i bastoni tra le ruote al centrosinistra della valle. Saputo che il PD non avrebbe candidato nessuno in Valle, abbiamo accettato la sfida.
Vorrei che tale programma venisse “fatto proprio” dalla Comunità Montana indipendentemente da come andranno le elezioni e che dal 5 marzo ci si lavori seriamente; a questo proposito so di trovare appoggio in Oliviero Valzelli.

Quali sono i temi che vi uniscono?
Tanti, uno che mi sta a cuore è il superamento dell’attuale frammentazione e debolezza dei territori di montagna; Regione deve rafforzare le Comunità Montane, questo è indubbio, ma altrettanto importante è che i componenti ne riconoscano il ruolo.
Le Unioni dei Comuni in Valle sono nate con poca programmazione, perché imposte e spinte da un ritorno economico significativo per i Comuni. Ora, scemati i contributi, alcune realtà sono in crisi. L’Unione “Civiltà delle Pietre”, seppur a fatica, funziona; ma restiamo cinque comuni sottodimensionati che danno vita ad un'unione sottodimensionata.
Io, personalmente, sono per il comune unico di Valle…ma questo non è ancora un tema condiviso!

Obiettivo ambizioso. Quale sarebbe il percorso per favorire le associazioni di enti?
L'idea è di partire dai sindaci, Regione, affiancata dalla Comunità Montana con il suo nuovo “assessorato alle fusioni”,dovrebbe esporre i benefici delle fusioni, offrire assistenza, senza forzare la mano tenendo conto delle dimensioni dei nuovi enti; in media valle bisognerebbe ragionare almeno di un unico Comune.

E cosa ne pensi della richiesta di autonomia per la Valle Camonica?
E' un obiettivo da perseguire, almeno su temi fondamentali: i camuni, ce lo insegna la storia, non hanno mai voluto un'autorità esterna che li governasse!
La risposta è proprio il Comune di Valle!Va studiato e programmato nel tempo; permetterebbe alla valle di avere un peso diverso, ad esempio sul tema dell'acqua o della sanità –la «riforma regionale» ci ha penalizzati: ha riconosciuto la bontà di un modello “unico sul territorio regionale” perché vedeva programmatore dei servizi ed erogatore uniti, ma nell’applicazione su territori più ampi, ne ha distrutto economicità e funzionalità.

Invece, come valuti la richiesta di maggiore autonomia regionale, avviata dopo il referendum?
Io al referendum non sono andata a votare perché lo ritenevo strumentale.
Ora la trattativa è su un tavolo, ritengo positivo vedersi riconosciute maggiori funzioni e relative risorse, la cui gestione regionale o provinciale, caratterizzata da maggiore consapevolezza delle necessità territoriali e quindi da risposte più mirate, produrrebbe una contrazione delle spese e la liberazione di economie da investire altrove. Il Trentino, pur con un percorso storico differente e le sue specificità, costituisce un modello da seguire.

I problemi della montagna possono essere risolti coi contributi?
Dubito, o meglio, è necessario un cambio culturale di cittadini, protagonisti della vita sociale ed amministratori. Occorre giungere alla convinzione del fatto che il nostro territorio DEVE essere elemento di promozione del benessere, di cittadini e turisti. La progettazione deve essere ampia, su vari fronti (mobilità, infrastrutture, politiche energetiche,…).Un lavoro lungo ma da intraprendere subito! Abbiamo tutte le caratteristiche per “raggiungere” e camminare al fianco di realtà a noi vicine

Parliamo di un altro tema della montagna: l'acqua.
Gori lo ha detto e scritto: le concessioni in scadenza vanno rinegoziate e la regione deve riconoscere ai territori su cui le dighe insistono una equa compensazione. Queste risorse in sé non rappresentano la «salvezza» della Valle, ma se reinvestite in programmi di sviluppo seri e lungimiranti allora si. Una ricaduta potrebbe essere un patto che riveda i criteri per la concessione di costruzione delle piccole centraline; il loro impatto ambientale è solitamente troppo alto se rapportato al beneficio economico.
Se invece parliamo dell’acqua in termini di Servizio Idrico Integrato: abbiamo una nostra società di Valle, la SIV. Se applichiamo ciò che il Collegato Ambientale scrive, la maggior parte dei comuni di Valle potrebbe veder riconosciuta la gestione in house del SII, che, per motivi di economicità , dovrà essere gestito a livello consorziale e se vogliamo essere sinceri fino in fondo, dovrà vedere l’aumento delle attuali tariffe (ovviamente restando lontani dalle tariffe della bassa bresciana).
Su questo attendiamo anche l'esito dei ricorsi dei Comuni.

Cosa ne pensi del vostro candidato presidente? 
Visto il suo curriculum non l’avrei mai “schedato” come uomo di sinistra ma leggendo il programma elettorale e seguendo i suoi interventi, è più a sinistra di quel che pensavo.
Lo trovo molto preparato ed appassionato sul tema ambiente, vuole rafforzare la sanità pubblica, a tutela del cittadino e senza fare gli interessi del privato, la sua apertura all'Europa lo rende molto di sinistra: fondamentale in questo momento, viste le posizioni delle altre liste. Sempre più Europa deve entrare nell'istruzione, nel lavoro, nella montagna, aperta alle altre realtà.
Ritenevo fosse una figura che, vista anche la crisi della sinistra, avrebbe potuto mettere d'accordo LeU , purtroppo hanno voluto candidare un altro presidente
È un uomo che dopo 23 anni di governo della destra, può portare un bel cambiamento.

Cosa ne pensi del centrosinistra nazionale?
Sono molto in difficoltà: inizialmente LeU mi aveva quasi convinta, Grasso mi è piaciuto…poi, anche per come si sono mossi alle regionali devo dire sono in difficoltà!
Renzi ha ottenuto notevoli successi (es. sui diritti civili), bisogna dargliene atto, ma poi si è bruciato: potrebbe essere una scelta giusta quella di fare un passo indietro.

E' difficile essere una donna, in politica?
A livello di amministrazione di un piccolo comune non trovo nessun tipo di difficoltà rispetto ai colleghi, anzi, il sostegno c'è. Se poi guardi, in valle siamo numerose. Quello che non condivido è la politica dell’obbligo delle quote rosa, troppo spesso le donne vengono coinvolte soltanto perché donne. Ne servirebbero di più? Si può essere, ma non vedo nella differenza di genere un elemento qualificante. Se c'è voglia di impegnarsi... possono farcela anche gli uomini.

Ti ricandidi nel 2019?
Mi piace ed appassiona quello che faccio. Durante questo mandato abbiamo avuto delle belle soddisfazioni. Dipenderà dal gruppo di lavoro. Ciò che ci auto-imputo è di non essere riusciti a far brillare la realtà dell'associazionismo e dei giovani. Le risposte dei singoli cittadini, o della famiglia, ci sono: manca il senso di unirsi per il bene della comunità e che vada al di là della mera contabilità finale positiva.

9 febbraio 2018

"Siamo popolo ribelle": le risposte collettive di PAP Valle Camonica

Il nostro Ivan Faiferri ha provato ad intervistare Silvio Laffranchi, candidato camuno di Potere al Popolo. Questo il risultato...

Prima di tutto dacci qualche informazione biografica su di te: chi sei, che lavoro fai, dove vivi, se hai già avuto altre esperienze in politica.
Partiamo subito con la diversità di Potere al Popolo rispetto a tutto il resto dell’arco partitico. Noi non presentiamo candidati a cui delegare, vogliamo essere tutti protagonisti delle nostre vite e lavoriamo per costruire dei percorsi collettivi che riportino veramente le persone a scegliere il proprio destino e a decidere il tipo di società in cui vogliono vivere. Per questo rispondiamo alle vostre domande collettivamente come assemblea. I nostri candidati sono Valentina Facchini Soster, educatrice e insegnante, e Silvio Laffranchi, operaio metalmeccanico precario, ma siamo contrari al personalismo in politica quindi i nostri candidati sono tutta l’assemblea territoriale di Potere al Popolo e tutti coloro che nella vita pagano le scelte scellerate e ingiuste di un classe politica completamente asservita alle logiche del capitale. 

Perché hai deciso di candidarti? E perché proprio con Potere al Popolo?
Abbiamo deciso di partecipare a queste elezioni per portare una narrazione diversa della realtà sociale e sostenere con forza le istanze popolari dentro il dibattito di una campagna elettorale  che vede, in sostanza, varie forme di destre contendersi il palazzo ed il dominio della società. Potere al Popolo nasce dal popolo, nasce dai movimenti e dalle realtà sociali che conducono quotidianamente la lotta sui territori per il diritto a un lavoro sicuro, a una casa per tutte e tutti, a uno stato sociale e a dei servizi all’altezza, per una vera inclusione sociale. Per il diritto ad una vita degna e felice!

Com'è insediata la vostra formazione sul territorio della valle? Avete  una presenza strutturata, dei sostenitori organizzati in qualche modo oppure solamente in maniera informale?
A inizio dicembre quando i ragazzi e le ragazze del collettivo Je So’ Pazz lanciano da Napoli questa avventura anche in Vallecamonica con alcuni compagni e compagne abbiamo subito  compreso l’importanza e la portata del progetto e abbiamo cominciato ad incontrarci. Dalle assemblee, che crescevano settimana dopo settimana, è arrivata la consapevolezza e la decisione di aderire in pieno a questo percorso. Oggi Potere al Popolo in Vallecamonica è un’assemblea aperta a tutte e tutti che ha un obbiettivo che va oltre tutte le iniziative che abbiamo in programma da qui al 4 marzo, vogliamo essere la risposta collettiva e il punto di incontro di un numero sempre maggiore di persone che come noi non accetta lo stato attuale delle cose e vuole, attraverso l’autorganizzazione popolare, trovare il modo di cambiarle! 

Cosa pensi che possa dare la tua formazione politica alla Valle Camonica?
Noi crediamo che Potere al Popolo possa essere lo strumento per portare anche in Valle Camonica alla riorganizzazione delle classi popolari che renda possibile la costruzione di lotte in grado di ridare dignità alle vite delle lavoratrici e dei lavoratori, alle vite delle persone! Potere al Popolo è il mezzo per unire le forze, per organizzarsi e costruire la solidarietà delle classi subalterne per il cambiamento della società tutta, quindi anche di quella camuna! Perchè che se ne dica anche il ricco e produttivo profondo nord di cui siamo orgogliosi è stato fortemente colpito dalla crisi e le grandi imprese elogiate dalla Lega al Pd non ci hanno pensato due volte, hanno delocalizzato là dove i diritti dei lavoratori sono meno tutelati per aumentare il loro profitto, mentre i lavoratori camuni sono rimasti disoccupati dopo aver costruito la ricchezza di queste aziende con il loro lavoro.

Molti candidati Camuni in passato hanno ottenuto la loro elezione promettendo di impegnarsi per una maggiore autonomia della Valle Camonica. Tu cosa pensi A questo riguardo tu cosa pensi a questo riguardo?
Sulla questione delle autonomie territoriali non possiamo che dire di esserne a favore, ma non con uno spirito identitario ed egoista bensì in un’ottica di cooperazione e solidarietà tra le singole collettività e territorialità. Dobbiamo spostare le decisioni dall’alto delle sovrastrutture al basso delle collettività e rivendicare il diritto dei popoli di autodeterminarsi e liberarsi dal giogo di interessi speculatori imposti dalle logiche delle attuali sovrastrutture nazionali ed internazionali. 

Tu sei un candidato relativamente giovane (Hai circa 30 anni se non sbaglio), Secondo te perché i giovani sembrano poco interessati alla politica? È come pensi si debba parlare ai giovani per riavvicinarli a questo mondo?
Abbiamo dei candidati relativamente giovani rispetto a quello a cui siamo solitamente abituati e questo rimarca un’altra grossa differenza tra Potere al Popolo e tutto il resto. Parlando di giovani crediamo che la loro sfiducia e mancanza di partecipazione in politica sia innanzitutto da imputare a chi ha come unico interesse la conservazione del potere costituito, che permette di entrare nei partiti solo ai giovani ben addestrati e incapaci di una partecipazione critica alla gestione della vita pubblica; la maggioranza dei giovani vive in un contesto di disaffezione e abbandono della politica attiva causato dalla mancanza dei mezzi per la costruzione di una loro coscienza critica che permetta loro di analizzare la realtà e di prendere posizioni chiare rivendicando il loro diritto a un futuro migliore! Ai giovani vorremmo quindi dire di studiare, approfondire, capire la realtà e ribellarsi partecipando attivamente al cambiamento!

Come continua il vostro impegno politico dopo il 4 marzo? E come devo fare se volessi tesserarmi?
Il 4 marzo per noi è solo un passaggio, questo era un punto chiaro fin dall’inizio. Il nostro obbiettivo non è una percentuale alle elezioni ma costruire un rinnovato potere popolare! Dopo il 4 marzo continueremo attraverso le assemblee a creare spazi di discussione e partecipazione dal basso per organizzare anche in Vallecamonica la lotta per il cambiamento della società! Per partecipare e contattarci ci trovate alle pagine social di Potere al Popolo Vallecamonica-Sebino. Vi aspettiamo nelle strade.
Siamo popolo ribelle. Vogliamo riprenderci il presente e il futuro!