12 agosto 2019

Il terzo triumvirato

E così anche i Camuni sono tornati ai triumviri, come spesso accade nella storia: quando la politica, nei momenti di crisi, non sa che pesci pigliare. I nostri tre sono Sandro Bonomelli, Pietro Chiappini e Corrado Tomasi, chiamati a trovare nomi ed equilibri per la composizione degli organi esecutivi dei nuovi enti comprensoriali.
Proviamo a confrontare i tre camuni con i loro predecessori più antichi ed illustri, nella speranza che questo ci dia qualche indicazione su cosa succederà da qui in avanti.
I primi triumviri, Gneo Pompeo Magno, Caio Giulio Cesare e Marco Licinio Crasso, avevano costituito un'alleanza informale nel 60 a.C., con l'obiettivo di spartirsi il potere. Plutarco, il grande storico greco, ci racconta infatti che, in una riunione a Lucca, i tre avevano deciso di manipolare le elezioni consolari per fare eleggere i candidati di loro gradimento.
I triumviri erano poi sgraditi al senato di Roma, dominato allora come oggi da una fazione conservatrice, spaventata dall'ampliamento della Repubblica all'Europa ed all'arrivo in Italia di merci straniere e di genti orientali che avrebbero determinato il collasso degli antichi costumi romani.
Se questi accenni sembrano indicarci delle fruttuose analogie, è però difficile associare le persone degli antichi triumviri e quelli nuovi.
Naturalmente la controparte di Pompeo non può che essere Sandro Bonomelli: entrambi iniziano da giovanissimi la loro carriera politica, divenendo poi il membro più anziano del rispettivo triumvirato. Corrado Tomasi a prima vista ci sembrerebbe un degno epigono di Caio Giulio Cesare: pare infatti che anche il dalignese (di Villa Dalegno, sottolineiamo) abbia affermato una volta: "Meglio primo in questo piccolo paese dell'Alta Valle, che secondo a Roma". Entrambi hanno poi tentato la fortuna al di fuori del loro ambiente politico: Cesare nella Gallia Transalpina, vincendo ad Alesia, Tomasi in quella Cisalpina, vincendo a Milano. Entrambi sono stati pugnalati dai propri presunti alleati: il primo fisicamente, il secondo, per fortuna, politicamente, con l'affondamento del referendum sulla fusione tra Ponte di Legno e Temù. Gli interessi di Tomasi nel mondo delle costruzioni e in quello dei cavalli lo avvicinano però anche a Crasso, noto palazzinaro e membro dell'ordine equestre. Rimarrebbe fuori Mario Chiappini, intento a coltivare le sue vigne.
Forse più promettente è accostarli al secondo triumvirato: Cesare Ottaviano, Marco Antonio e Lepido. Chiappini potrebbe essere quest'ultimo: quello di cui tutti fanno fatica a ricordarsi che ruolo avesse.
Tomasi sarebbe Antonio, il generale vittorioso e ambizioso, con un grande seguito presso i populares, che però alla fine deve cedere il passo a Ottaviano.
Quest'ultimo però era un giovane quasi senza esperienza politica, che veniva da una illustre famiglia: sembra difficile vedere in Sandro Bonomelli il suo alter ego.
A meno che Bonomelli non sia in realtà il consigliere anziano del giovane Ottaviano, l'ex console e grande oratore Marco Tullio Cicerone. Il nuovo Augusto in quel caso potrebbe essere Farisoglio, enfant prodige scelto dai Romani per rinnovare... la grandezza della Comunità Montana di Valle Camonica.

(da Graffiti n. 294, testo di Ivan Faiferri, immagine di Sabrina Valentini)

11 agosto 2019

Graffiti Agosto 2019: Non è solo un nuovo capannone


Promemoria (per chi volesse costruire un nuovo capannone...)

Mentre a Ono San Pietro sorge un nuovo ecomostro ai piedi della Concarena, i nostri Elena Zeziola e Valerio Moncini hanno realizzato questo reportage sulle aree dismesse e sui capannoni vuoti sparsi qua e là per la Valle.


Boario - Acciaieria




Corna - Ex Ilva







Pisogne - Ex Ols




Boario - Ex Tenda




Piamborno - Marmo