30 settembre 2011

Lettera a Graffiti dal Meetup di Valle Camonica

Scusandoci con gli autori per il ritardo nella pubblicazione, vi proponiamo la lettera ricevuta in Redazione, cui il nostro Bruno Bonafini risponde nel numero di settembre di Graffiti. A scrivere la missiva il Meetup Vallecamonica “Amici di Beppe Grillo”...

Egr. Sig. Bruno Bonafini,
in qualità di membri del “Meetup amici di Beppe Grillo Valle Camonica” e dopo avere letto il suo
articolo “Zero privilegi, battaglia di tutti” sulla rivista “Graffiti” n. 206 di luglio/agosto 2011, riteniamo opportuno sottolineare alcune cose che, a nostro avviso, dovrebbero essere puntualizzate.
Cominciamo col dire che il “Meetup di Pisogne” non esiste, come invece è segnalato nell'articolo. Il nostro gruppo non si identifica in un Comune, anche se, per ragioni prettamente tecniche, sul Blog di Beppe Grillo appare come Meetup di Darfo Boario Terme, ma ripetiamo, è necessario all’atto dell’iscrizione all’interno della piattaforma che coordina tutti i Meetup.
Crediamo anche noi che sia una battaglia di tutti ed infatti il “Meetup Valle Camonica” ha deciso di aderirvi, presentando i moduli nei comuni (ufficio anagrafe) di Pisogne, Darfo Boario Terme,
Piancogno, Capo di Ponte, Sellero, Cevo, Edolo, con lettera di accompagnamento del “Movimento
cinque stelle” oppure in carta semplice.
Segnaliamo, inoltre, che i moduli saranno nei comuni fino al 20 settembre.
Detto questo, la sua presa di posizione su Beppe Grillo, dal quale partono quasi tutte le iniziative
alle quali, in misura più o meno ampia, i meetup sparsi nel mondo fanno riferimento, denota ancora una volta quanto sia manomessa e pilotata l’informazione in Italia.
Forse Lei non è un fruitore giornaliero del blog di Grillo e quindi ci permettiamo di elencarLe
alcuni motivi per cui i politici di oggi (ed alcuni anche di un recente passato) sono “tutti uguali”,
anche se qualcuno di loro è più uguale degli altri. L’elenco che segue raggruppa, in ordine sparso,
alcuni esempi di vera antipolitica:
- TAV (che in realtà è una TAC, treno alta capacità, trasporterà merci e non persone; a tal
proposito La invitiamo a vedere questo documento filmato)
- AMPLIAMENTO BASE DAL MOLIN VICENZA (un buon motivo per farci bombardare
per primi in caso di conflitto)
- PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA (Bersani e compagni sono saliti sul carro dei
vincitori, ma prima la pensavano diversamente)
- INCENERITORI (maliziosamente spacciati per T.E.R.M.O.V.A.L.O.R.I.Z.Z.A.T.O.R.I.,
una delle cose peggiori che i nostri figli non ci perdoneranno; un business spaventoso. Coi
nostri soldi sui Cip6 vivono da nababbi petrolieri, Confindustria, A2A e simili)
- CARBONE PULITO (altra bufala all’italiana)
- PROVINCE (moltissimi d’accordo per la loro eliminazione, ma tutti favorevoli a mantenere
i consiglieri dove sono...)
- ABOLIZIONE DEI PRIVILEGI (auto blu, pensioni, vitalizi, scorte, stipendi stellari, aerei
privati, ecc…anche qui tutti buoni a parole…)
- LEGGE ELETTORALE (la Sinistra ha avuto tutto il tempo per cambiarla, ma non l’ha
fatto…chissà perché…)
- CONFLITTO DI INTERESSI (la Sinistra non ha mai fatto NULLA per affrontarlo; dia
un’occhiata a questo video)
- RACCOLTA DIFFERENZIATA (alla nostra classe politica non conviene attuarla. Brescia
insegna…)
- FINANZIAMENTO AI PARTITI (abolito con referendum del ’93 e subito furbescamente
reintrodotto col titolo di “rimborso elettorale”. Un comico ha detto che ci stanno fregando
con le parole…
)
- EXPO (inutile colata di cemento a favore dei soliti palazzinari. L’unica diversità è che,
prima, la premiata ditta era Moratti – Formigoni, ora si chiama Pisapia – Formigoni)
- GUERRA IN AFGHANISTAN (nonostante un conflitto che non ci appartiene, nonostante
la Costituzione dica chiaro che l’Italia ripudia la guerra, nonostante le perdite umane da una
parte e dall’altra beh, nonostante tutto, Destra e Sinistra sono sempre d’accordo che bisogna
continuare…ma nessuno ha il coraggio di ammettere che è solo un grosso errore. Ma noi
siamo “de coccio” e la democrazia la dobbiamo sempre e per forza esportare…
http://www.youtube.com/watch?v=JV0MeBl_kx8)
- CORRUZIONE (d’accordo, l’Italia non ha l’esclusiva, ma questa non è una giustificazione)
- CONCETTO DI POLITICA (qui sono proprio tutti del parere che sia un mestiere…)
Di contro, riportiamo qualche esempio di vera politica:
- VOTO DI PREFERENZA (assieme ai due punti successivi, fa parte del primo Vday del
2007, dopo il quale l’informazione tutta si è rotolata nel fango additando Beppe Grillo come
populista, antipolitico, superficiale e così via. Le 350.000 firme raccolte giacciono da anni
nella cantina del Senato…)
- OGNI PARLAMENTARE DEVE DURARE IN CARICA AL MASSIMO DUE
LEGISLATURE (e poi torna a fare il lavoro di prima, perché la politica deve essere servizio
civile)
- VIA I CONDANNATI IN VIA DEFINITIVA DAL PARLAMENTO (sono parecchi, di
Destra e di Sinistra)
- ABOLIZIONE FINANZIAMENTO PUBBLICO AI GIORNALI (non si capisce come il
Fatto Quotidiano possa sopravvivere benissimo senza soldi statali e gli altri invece no…)
- ABOLIZIONE DELLE PROVINCE (come PD, PDL, IDV, UDV; ecc ecc..., ma il M5S non
si presenta alle elezioni provinciali... coerentemente alla sua posizione, a differenza degli
altri che ci ammorbano da dieci anni con questa idea dell'abolizione delle province, ma da
sempre continuano a fruire di quelle poltrone)
- RIDUZIONE DEGLI STIPENDI DEI CONSIGLIERI REGIONALI (raccolta firme in
corso. L’iniziativa di riduzione degli stipendi dei consiglieri regionali in Emilia è partita dal
M5S, grazie all’iniziativa dei consiglieri Favia e Defranceschi; i consiglieri regionali del
M5S di Piemonte ed Emilia si sono ridotti lo stipendio da 10.000 a 2.500 euro mensili (alla
richiesta che anche gli altri si adeguassero, Le lasciamo immaginare la risposta…ed erano di
Destra e di Sinistra…)
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2010/06/dalle-parole-ai-fattinero-
su-bianco-le-proposte-del-movimento-vitalizi-aboliti-stipendi---50.html;
http://home.bloglombardia.it/2010/12/21/in-emilia-romagna-si-i-consiglieri-regionali-sisono-
ridotti-lindennita-del-10/)
- LA COERENZA (il M5S è per l'abolizione del finanziamento ai partiti, già abrogato da un
referendum, e coerentemente le relative liste regionali hanno rifiutato 1 milione e 600 mila
euro di rimborsi elettorali,(riconosciuti a fronte di 20.000 euro di spesa sostenuta. G.U. 29
luglio 2010. In considerazione di questa coerenza, di rinuncia ai rimborsi elettorali, una
truffa alle spalle dei cittadini che hanno votato al referendum per la loro abolizione,
qualunque dialogo con i partiti potrà iniziare solo dopo che avranno restituito quanto
sottratto illecitamente alle tasche degli italiani in questi anni. Solo dopo questo gesto
potremo dire che non sono tutti uguali…fino ad allora SONO tutti uguali).
Cordialmente
Meetup Vallecamonica “Amici di Beppe Grillo”

22 settembre 2011

Lettera a Graffiti: così ci massacrano

Sono abbonato a questo giornale da circa un anno. Vedo che si occupa prevalentemente di fatti attinenti alla politica locale; quindi le brevi riflessioni che mi accingo a scrivere sarebbero già fuori tema

Quello che però è accaduto in questo mese di agosto sul piano politico generale, ma soprattutto a livello finanziario è stato talmente grave che si è ripercosso su tutti i piccoli risparmiatori. E’ quindi un fatto di carattere e di interesse anche locale.

Gli Italiani e le loro famiglie sono conosciuti universalmente come assidui risparmiatori; gente che con tanti sacrifici ha messo da parte un gruzzolo per assicurarsi una vecchiaia più serena e prima ancora per dare una mano ai figli nello studio prima e nei primi anni dell’ingresso nel mondo del lavoro,poi ( per i più fortunati, visti i tempi) E gli Italiani acquistano prevalentemente titoli del debito pubblico.

La furia con cui la speculazione dei mercati internazionali si è abbattuta sulla borsa e sul mercato dei titoli di stato dai primi giorni di agosto , giocando per un paio buono di settimane al tiro al piccione è un ricordo che stenta a cancellarsi dalla mente di ciascuno.

Furiosi non sono quindi soltanto alcuni leader di movimenti spesso mal visti dai politici di area governativa ma anche da quelli della cosiddetta opposizione, per il loro modo, a loro dire, troppo scalmanato e furioso di accanirsi contro le loro scelte politiche e la loro corruzione ma furiosi sono di questi tempi parecchi milioni di Italiani che in pochi giorni hanno visto andare in fumo una cospicua parte dei loro risparmi.

L’elenco degli aggettivi per descrivere il sentimento di interi ceti sociali nei confronti della classe politica, accomunata per i suoi comportamenti, senza ormai più alcuna differenza tra centrodestra e centrosinistra, sotto la categoria generale della “casta” è lunghissimo: si va dal classico indignati all’esterefatti, incazzati, furibondi, furiosi…ecc….per gli scandali e i livelli di corruzione raggiunti e per la strenua difesa che, in presenza di una crisi di queste proporzioni, la classe politica nel suo insieme oppone al ridimensionamento dei propri privilegi. C’è anche una casta a livello locale, e anche di quello andrebbe detto qualche cosa se ci fosse tempo e spazio.

Lo spread, in pratica il maggior interesse che lo stato Italiano deve pagare ai sottoscrittori dei suoi titoli (BTP ) ha raggiunto in questo mese livelli impensabili: quasi il 6% a fronte del 2.50% pagato dal bund tedesco. Magra consolazione per chi i titoli li aveva già in portafoglio!

E’ il prezzo che l’Italia deve alla sua scarsa credibilità ( non ultima quella dei suoi governanti ) a livello internazionale sulla capacità di colmare la voragine di un debito pubblico tra i più giganteschi del mondo.

Immediato e perentorio il richiamo della UE a ridurre il debito.

La manovra finanziaria che, tra continui rimaneggiamenti, si sta preparando in questi giorni ricorda molto quella del 1992: la manovra detta di “ lacrime e sangue” da 92.000 ml di lire che l’allora presidente del consiglio, il socialista Amato Giuliano, metteva in atto per arginare il deficit dello stato: fra i tanti provvedimenti un prelievo forzoso del 6/1000 su tutti i C/C bancari.

Anche allora, come oggi, il destinatario della stangata fu il ceto medio, composto da milioni di operai, impiegati, pensionati: tutta gente a reddito fisso, che le tasse le paga fino all’ultimo centesimo. E mentre allora la prima repubblica cadeva sotto i colpi di mani pulite oggi la seconda, figlia degenere della prima sta naufragando negli scandali e nei debiti.

E gli evasori quando pagano? Di loro oggi, come allora non c’è traccia. Di certo non un governo come questo gli farà pagare le tasse! Un governo il cui primo ministro ha un contenzioso con il fisco che sfiora il mezzo miliardo di euro: un modello e una garanzia di impunità per ogni apprendista evasore, come per quello più incallito.

Le banche svizzere si dice abbiano esaurito le cassette di sicurezza per il denaro cartaceo, con la fila degli Italiani che esportano illegalmente valuta fuori dal Paese. Per i più esperti e facoltosi invece vanno forte le società off shore e le operazioni estero su estero. Si calcola che in Italia vi sia un’evasione fiscale attorno ai 100 ml di euro l’anno. Il governo che verrà dovrà porre al primo posto del suo programma una seria lotta all’evasione.

Meno male che in questo paese di servi c’è ancora qualcuno che ha il coraggio di alzare la testa e di proclamare uno sciopero generale. L’iniziativa della CGIL trova tutta la mia solidarietà. Chissà che lo sciopero generale possa dare ulteriore vigore a quella rivolta morale che già si avverte un po’ ovunque e assestare il colpo finale al governo del kai-nano, amico di merende di Gheddafi.

Leonida Magnolini

21 settembre 2011

A proposito del politichese...

È risaputo che la lingua italiana è sempre più inquinata di anglicismi (brain trust, call center, capital gain, exit-poll, antitrust, insider trading, impeachment, standing ovation, ecc.). A ciò si aggiunga che grazie ai politicanti e, di concerto, ai mass media è sempre più inquinata di politichese.

Il prof. Gian Luigi Beccaria, docente all’Università di Torino, strenuo difensore della nostra lingua (che è una bella lingua letteraria) nel suo ultimo libro Il mare in un imbuto. Dove va la lingua italiana rimarca la necessità di difendere il nostro lessico dalla globalizzazione, dal politichese e dalla pubblicità. Questi inquinanti sono capaci di condizionarci, di plasmare il pensiero, di influenzare i sentimenti, la volontà e l’azione. Del politichese avevo già trattato in un precedente articolo su questo foglio, ma voglio qui completare il discorso, proprio sull’assunto del Beccaria che accenna alla trasformazione del politichese e purtroppo ad una sua metamorfosi deleteria e involutiva. Iniziamo col dire che il “burocratese” è sempre esistito, che esistono da tempi remoti i linguaggi specialistici degli avvocati, dei medici, degli ecclesiastici e di altre categorie professionali, che i giovani hanno sempre coniato un loro linguaggio d’identità, che i comici ed i burloni han sempre aggiunto delle balordaggini. Pure la politica ha sempre avuto un suo gergo particolare, ci si ricorderà dei termini “convergenze parallele”, “quadratura del cerchio”, “opposti estremismi”, “arco costituzionale”, “mutatis mutandis” (che non significa cambiare le mutande!), “compromesso storico”, “inciucio”, “ una tantum”, “indulto”, “amnistia” e via dicendo.

Negli ultimi due decenni però sono apparsi termini nuovi quali bipartisan, buonismo, par condicio, cartolarizzazione, deregulation, doppiopesismo, pianisti, mattarellum, porcellum, lodo, senza se e senza ma, a 360 gradi, sinergie, fare sistema, per citarne alcuni. E fin qui nulla di strano poiché è legittimo che anche il politichese si rinnovi. Tuttavia non bisogna dimenticare che questo linguaggio, in definitiva è uno strumento per non informare, per non farsi capire, per non parlare chiaro, per affrontare qualunque argomento in qualunque contesto pubblico senza dire alcunché. È il linguaggio dell’ambiguità, dell’evasività, delle metafore, del dire qualcosa su qualsiasi cosa senza mai dire niente. Quindi comunicare il nulla, prendendo per i fondelli gli stessi elettori, il popolo a cui i politicanti si rivolgono, nominandolo – quando fa comodo – popolo sovrano!

Ora però con l’avvento della Lega Nord il politichese classico secondo Beccaria si è trasformato in “populese”, “gentese” e “dialettese” che potremmo definire sottoprodotti del politichese. Non contenti del tutto di queste modifiche si sono aggiunti termini sboccati quali “ce l’ho duro”, “va a da via i ciap” , “föra di ball” e simili. Certo questa terminologia fa effetto sul popolino ed è provvidenziale per far passare poi gli slogan di “Roma ladrona”, di “padroni a casa nostra”, ed i numerosi progetti leghisti: le ronde padane, l’esercito padano delle 300 mila doppiette, l’esame di italiano per gli stranieri, il dialetto come materia scolastica, la regionalizzazione degli insegnanti, la nazione Padania, la “devolution”, la “secessione”, il “federalismo” sic et simpliciter, la capitale nordista, il decentramento ministeriale, la bandiera celtica e chissà quante altre diavolerie a venire.

Ben più deleterio, secondo Beccaria è il linguaggio del berlusconismo che ha ridotto l’italica lingua ad “aziendalese”, del factotum “ghè pensi mi”, a “barzellettese” ed a “gestualese”. Qui i problemi di un territorio si risolvono con un gesto, uno slogan, un annuncio, una barzelletta, la problematica stessa diventa una barzelletta, una bazzecola che si risolve in quattro e quattr’otto, perché il premier è l’unto del Signore che sa tutto e sa far di tutto. Ahimè siamo proprio finiti male. Abbiamo perso le nostre nobili tradizioni letterarie, la mostra bella e ricca lingua della grande letteratura, dell’arte e della musica ed ora abbiamo perso pure il politichese classico. Almeno questo parlare sbracato, questo barzellettese ci facesse ridere. Forse farà lavorare e ridere i comici. Talune trovate e talune barzellette proprio non ci fanno ridere! Magari piangere.

Giacomo Goldaniga