10 maggio 2011

PGT di Darfo Boario Terme: la cementificazione continua

Proponiamo l'intervento integrale della Consigliere Comunale Gina Gaioni, la cui versione ridotta è pubblicata sul numero di maggio di Graffiti:

La legge istitutiva del PGT (L.12 del 2005) caldeggia la massima partecipazione della cittadinanza alla formazione del PGT, mentre a Darfo la popolazione è stata esclusa da quel processo, avviato dall’Amministrazione in pieno periodo di ferie estive (agosto 2009). Merito della Civica è stato richiamare l’attenzione dei cittadini sulla scorrettezza della procedura seguita.

Si è verificata inoltre l’esclusione dei gruppi consiliari dalla preparazione della VAS, contrariamente alla richiesta formale di partecipazione avanzata dalla Civica.

La popolazione è venuta a conoscenza del PGT attraverso l’iniziativa dell’Osservatorio Territoriale Darfense che ha tenuto assemblee informative in tutte le frazioni, mentre l’Amministrazione si è trovata in dovere di presentare il PGT ai cittadini soltanto a partire dal 21 dicembre 2009, sollecitata dall’Osservatorio stesso.

Finalmente, dall’aprile 2010, l’atteggiamento di chiusura dell’Amministrazione è cambiato radicalmente: grazie alla disponibilità al dialogo e alle competenze tecniche del nostro consigliere Attilio Cristini, è iniziato un lavoro di analisi dettagliata del PGT, lavoro che è proseguito fino ad oggi attraverso una ventina e più di commissioni consiliari in cui alcune proposte della Civica sono state accolte positivamente.

Alla fine di questo lungo percorso di revisione del documento urbanistico, riconosco i miglioramenti apportati alla prima versione del PGT, soprattutto grazie ai contributi dell’opposizione e alla mediazione del Sindaco, ma continuo a pensare che le modifiche fatte siano di natura prevalentemente tecnica e riguardano realtà specifiche. Tali modifiche purtroppo non hanno potuto incidere sull’impianto generale del PGT che, in quanto tale, attiene alla sfera politica.

A mio parere, il politico ha il compito istituzionale di farsi carico dei bisogni della cittadinanza intera e quindi di rispondere a questi bisogni con scelte che possono anche creare malcontento o andare contro interessi individuali.

A tale proposito mi sembra che neanche questo PGT rompa la consueta tendenza alla cementificazione, che ha fatto di Darfo una città senza zone pedonali, al contrario, piena di auto che circolano e parcheggiano nelle strade, con un’aria quasi irrespirabile e seri fastidi e pericoli per chiunque voglia muoversi a piedi o in bicicletta.

La nostra città purtroppo non offre ai suoi residenti una buona qualità di vita né un ambiente piacevole da guardare, perciò tantomeno può essere accattivante nei confronti di turisti e curanti.

Abitiamo una cittadina chiusa in una valle che ha come elemento caratterizzante i versanti verdi o rocciosi delle montagne. Negli ultimi vent’anni la continua e caotica edificazione ha molto limitato la vista dell’ambiente circostante, e continuando così ci sarà sempre più difficile godere dei panorami naturali.

Ricordo a questo proposito che l’Amministrazione ha speso una somma ingente per acquisire una piccola parte del Parco di Boario: questo garantisce che anche il Comune è interessato a mantenere e a sviluppare la stazione termale che è il fiore all’occhiello ed elemento fortemente identitario della città. Qui trovo una forte contraddizione nelle scelte urbanistiche che la Maggioranza porta avanti, infatti l’edificabilità che il PGT permette è ancora molto elevata rispetto ai bisogni reali del territorio, mentre non vedo nel PGT scelte davvero qualificanti come il rispetto della salute e la tutela dell’ambiente.

D’altronde, sappiamo che il nostro Sindaco è in netta controtendenza rispetto ai tantissimi suoi colleghi di ogni parte d’Italia: leggo ogni giorno sulla stampa come aumentino i cosiddetti “Comuni rinnovabili” in linea con la “green economy”: sono Comuni attenti a realizzare uno sviluppo sostenibile, che passa anche attraverso le energie rinnovabili (a questo proposito abbiamo letto la contrarietà del nostro Sindaco) e la raccolta differenziata dei rifiuti, che a Darfo stenta a partire…

Ora ritorno allo specifico del PGT: ribadisco la mia contrarietà alla filosofia che è sottesa alle scelte urbanistiche . Questa filosofia non riesce a guardare oltre i piccoli bisogni privati del momento, cioè non è attenta alle responsabilità che noi adulti, in particolare se amministratori, abbiamo nei confronti delle generazioni future. Come insegnante, poi, avvertirei la difficoltà di spiegare agli studenti gli aspetti positivi di questo Piano, dove vorrei trovare alcune garanzie che non ci sono: la tutela del verde ancora esistente, zone pedonali in cui incontrarsi e in cui passeggiare giovani, bambini e anziani, un lungofiume valorizzato, industrie allontanate dal centro cittadino e luoghi d’incontro per attività culturali e di svago.

Ci sono poi tre o quattro elementi del PGT che vorrei illustrare come aspetti che ritengo negativi:
  • Il primo è l’eccessivo consumo di suolo: nonostante le riduzioni apportate durante il lavoro di revisione, questo problema permane. Basta fare un giro veloce per la città per trovare dovunque cartelli con le scritte”vendesi” o “affittasi” relative sia a case, che ad appartamenti, che a negozi: è evidente che a Darfo non c’è tutto questo bisogno di nuove costruzioni… sarebbe molto più utile e ragionevole recuperare e riqualificare i centri storici, riattare stabili fatiscenti e malsani, abbellire zone lasciate all’incuria e alla sporcizia, e tutto questo magari con incentivi economici e il sostegno dell’Ufficio Tecnico e della Commissione Paesistica. Aggiungo che basterebbe riconsiderare le aree di completamento derivanti dal precedente PRG: queste da sole potrebbero soddisfare ampiamente le eventuali necessità di nuove costruzioni. Inutile dire che un eccesso di offerta edilizia sul mercato svalorizza di molto l’esistente e richiama una popolazione di immigrati alla ricerca di abitazioni a basso costo, con le conseguenze sociali che ne possono derivare (mi riferisco, naturalmente, ai problemi di intolleranza, di mancata integrazione, di ghettizzazione…
  • Il secondo elemento è la scarsa considerazione per la salvaguardia delle aree agricole omogenee che la stessa legge 12/2005 raccomanda di tutelare: mi riferisco in particolare all’ATR 10, dietro il cimitero di Darfo: è vero che l’edificabilità definitiva risulta ridotta rispetto alla versione iniziale, però resta evidente la ferita che quella bella zona verde subisce nella sua integrità…Oltretutto è preoccupante pensare che in futuro l’ATR 10 potrà essere ampliato, fino a veder scomparire del tutto l’attuale oasi naturale di tranquillità. … e voglio esprimere una considerazione del tutto spontanea al riguardo: sarebbe stato un grosso punto a favore del PGT l’annullamento dell’ATR 10 come è avvenuto per l’ATR 5, accanto al centro storico di Erbanno. Se anche l’ATR 10 fosse stato cancellato, come l’ATR 5, l’ATP 1 e 2, ammetto che avrei nutrito molte perplessità e incertezze sul mio voto…, continuando però a ritenere validi gli altri punti di critica che sto illustrando.
  • Un’altra negatività la trovo ad Angone, nella zona rivolta al Monticolo: lì è previsto il sorgere di un nuovo centro residenziale che farà aumentare la popolazione stessa di alcune centinaia di persone, aggravando i problemi attuali di circolazione, parcheggio, inquinamento, servizi: è troppo!
  • Un quarto elemento preoccupante del PGT è infine, a parer mio, l’ATF 3, cioè la zona della stazione , delle scuole elementari e del parco-giochi di Boario: lì, in pieno centro, si prevede un alto indice di edificabilità, e un’altezza di quattro piani per gli edifici, destinati principalmente a strutture per servizi. Quando questa possibilità sarà concretizzata, i clienti dell’albergo attualmente più elegante di Boario apriranno le finestre non su una piccola scuola o su un fazzoletto di verde con i giochi per bambini, con le pareti montuose sullo sfondo, ma su altri edifici che limiteranno ancora di più il panorama.
  • Infine, un’ultima considerazione: se la ragione più importante di tutte le trasformazioni urbanistiche di Darfo sono gli oneri di urbanizzazione, entrate preziose nelle casse esauste del Comune, che cosa succederà quando tutto il territorio sarà consumato?
Concludo questa dichiarazione di voto specificando che il mio NO al PGT giunge alla conclusione di un lavoro di analisi a cui ho sempre partecipato nelle varie sedi, sforzandomi di capire anche ciò che non è di mia stretta competenza e che in molti casi è stato trattato con un linguaggio di tecnici rivolti ad altri tecnici.

Il mio NO è maturato via via lungo il percorso di conoscenza particolareggiata del documento urbanistico: è pensato e anche sofferto, dovuto principalmente al fatto che non vedo un’inversione di rotta rispetto ai passati PRG di una città dove è poco piacevole vivere.

Aggiungo inoltre, per dovere di completezza, che il mio voto non è solo espressione di valutazioni personali, ma è anche rappresentativo di cittadini che amano Darfo e che la vorrebbero migliore per sé e per le generazioni future.

2 maggio 2011

Un Cineforum... lungo 150 anni

Il racconto di 150 di storia d’Italia attraverso 4 pellicole d’autore. È la proposta dell’Associazione Culturale Graffiti, dell’Università Popolare di Valcamonica-Sebino e del Cinema Garden di Darfo per il mese di maggio 2011.
Si inizia giovedì 5 maggio con il Risorgimento raccontato da Mario Martone. In “Noi credevamo” (2010), candidato a ben 13 Premi David di Donatello, un cast d’eccezione: tra gli altri, Luigi Lo Cascio, Toni Servillo, Luca Zingaretti.
Tre ragazzi del sud Italia, in seguito alla feroce repressione borbonica dei moti che nel 1828 vedono coinvolte le loro famiglie, maturano la decisione di affiliarsi alla Giovine Italia di Giuseppe Mazzini. Attraverso quattro episodi che corrispondono ad altrettante pagine oscure del processo risorgimentale per l’unità d’Italia, le vite di Domenico, Angelo e Salvatore verranno segnate tragicamente dalla loro missione di cospiratori e rivoluzionari, sospese come saranno tra rigore morale e pulsione omicida, spirito di sacrificio e paura, carcere e clandestinità, slanci ideali e disillusioni politiche. Sullo sfondo, la storia più sconosciuta della nascita del paese, dei conflitti implacabili tra i “padri della patria”, dell’insanabile frattura tra nord e sud, delle radici contorte su cui sì è sviluppata l’Italia in cui viviamo.
Il cineforum proseguirà giovedì 12 maggio: l’eccidio di Marzabotto magistralmente rappresentato in “L’uomo che verrà” (2009), di Giorgio Diritti. Giovedì 19 maggio un salto nel ’68 con “Mio fratello è figlio unico” (2007), di Daniele Lucchetti. Giovedì 26 maggio si chiuderà – ahinoi – con “Silvio forever” (2011), di Roberto Faenza e Filippo Macelloni.

1 maggio 2011

Graffiti Maggio 2011: le anticipazioni...

Cosa leggerete sul numero di maggio:


Condannati a stare insieme (l'intervento di Giancarlo Maculotti durante l'ultima Assemblea della Comunità Montana)

La proposta che stiamo per licenziare stasera, con tutti i suoi risvolti politici e amministrativi, mi pare abbia limiti evidenti. Si sancisce qui, ancora prima di arrivare al voto, una sconfitta palese per una proposta che ha agitato le acque della politica camuna per alcuni mesi ed è arrivata ad un nulla di fatto, ma, soprattutto, ad un nulla di condiviso: la presidenza unica. La scelta è talmente importante e decisiva che credo rappresenti una specie di svolta costituzionale e richieda quindi per sua natura maggioranze qualificate e non numeri risicati e luccichii di baionette contrapposte. (continua)


Costa Volpino: un sindaco furioso? (di Bruno Bonafini)

Bella idea quella del leghista Pezzutti, candidato sindaco di Costa Volpino. Invece di dire le ragioni del suo scendere in campo, il chi e perchè lo deve votare, ha scelto il contrario. Ha fatto l’elenco di chi NON lo deve votare. Ne è uscita, stipata in un depliant, l’enciclopedia di tutte le sue fobie. Un documento di sicuro interesse antropologico sulla cultura del lumbard ruspante. Si parte col ghigno di Bossi in facciata, proclamato unica nostra difesa dai clandestini (ma quando? ma dove?). (continua)


PGT di Darfo: la cementificazione continua (di Gina Gaioni)

La legge istitutiva del PGT (L.12/2005) caldeggia la massima partecipazione della cittadinanza, ma a Darfo la popolazione è stata esclusa: merito della Civica è stato richiamare l’attenzione dei cittadini sulla scorrettezza della procedura seguita. Le assemblee informative tenute dall’Osservatorio Territoriale Darfense hanno costretto l’Amministrazione a presentare il PGT ai cittadini e dall’aprile 2010 l’atteggiamento dell’Amministrazione è cambiato. (continua)


E poi (tra gli altri)...

Elezioni Comunali 2011: liste, candidati, dati, interviste

Saviore-Daone: tanto per spendere (di Guido Cenini e Italo Bigioli)

Assalto alla democrazia: per qualche referendum in meno (di Alessio Domenighini)

25 aprile a Pisogne e 1° maggio a Iseo (di Gino Morandini e Tullio Clementi)

Lo stand camuno al Vinitaly (di Monica Andreucci)