20 marzo 2011

Salotto 89 con l'on. Pierangelo Ferrari

Al prossimo Salotto 89 promosso dall’Associazione Culturale Graffiti si discuterà dei temi dell’attualità politica e delle prospettive dell’opposizione, in compagnia dell’on. Pierangelo Ferrari (Pd). Appuntamento per venerdì 1° aprile 2011 (non è uno scherzo!) alle 20.30 in Sala '89 a Boario (vicolo Oglio 10), per un confronto libero e aperto.

19 marzo 2011

Una sera sul fianco di un colle: concerto a Bienno

L’Associazione Culturale Graffiti e la Biblioteca Comunale di Bienno vi invitano ad assistere al concerto Una sera sul fianco di un colle, in programma al teatro Simoni Fé (dietro il Municipio) domenica 27 marzo 2011 alle ore 17. Con Igor Gabusi al pianoforte. L’ingresso è gratuito.
Gabusi con questo progetto percorre un sentiero che partendo da alcuni grandi classici, passando per la musica popolare, approda a proprie composizioni, nate da suggestioni letterarie. Diversi i generi, unico l’intento di sostituire nel racconto la musica alle parole.

18 marzo 2011

Graffiti attacca la Lega e l'Asl risponde con Fontana

Sul Bresciaoggi (18.03.11) la replica dell'ufficio stampa Asl all'articolo di Graffiti "Mi manda la Lega":

«Graffiti» torna a graffiare la politica valligiana (e non solo). Dopo aver festeggiato il ventennale di fondazione, il periodico diretto da Tullio Clementi, che fa dichiaratamente riferimento all'area del centrosinistra ma che è da sempre «aperto a tutte le voci», è uscito in questi giorni in Valcamonica con notizie e commenti che faranno prevedibilmente discutere. L'articolo sotto la lente è firmato dal redattore Bruno Bonafini, e basta il titolo per chiarire la questione: «Asl, mi manda la Lega».

Da tempo, lo ricordiamo, in valle circolano «rumors» relativi ai vertici dell'Azienda sanitaria locale; in particolare dopo la recente nomina del nuovo direttore generale Renato Pedrini; in quota Lega, appunto. «Ottenuto il feudo della sanità camuna - si legge sul nuovo numero di Graffiti - la Lega ha fatto man bassa delle postazioni di vertice: direttore generale più due direzioni di settore su tre». E ancora: «E pure una borsa di studio per far fare esperienza amministrativa a un giovane laureato». A suscitare la curiosità del giornale è il fatto che il nome della destinataria della borsa corrisponda a quello di una giovane professionista camuna, già alle dipendenze del parlamentare leghista Davide Caparini, chiamata in questo caso a «completare l'assetto della segreteria del direttore generale».

È bastato questo elemento perchè si riaprisse la questione (forse mai chiusa) delle «nomine politiche» in valle, che da tempo sta scaldando il dibattito. Secondo qualcuno il caso non sarebbe isolato, e altri incarichi desterebbero qualche sospetto sulla trasparenza delle assegnazioni. Certamente la notizia di Graffiti ha subito scatenato dubbi e fastidi. Ma l'Asl di Valcamonica e Sebino, sentita sulla questione, rigetta ogni accusa. A farsi portavoce della posizione ufficiale dell'azienda sanitaria è Eugenio Fontana, il quale da tempo svolge mansioni di ufficio stampa per l'azienda. «La polemica sollevata da Graffiti - dichiara Fontana - mi sembra del tutto pretestuosa e campata in aria. Sono certo di interpretare il pensiero del direttore generale Renato Pedrini se osservo che si tratta di una borsa di studio offerta da una società privata (la Trafilix di Esine, per altro non nuova a gesti di questo tenore) e messa nella piena disponibilità non dell'Azienda sanitaria camuno-sebina, ma del direttore generale; il quale ha pieno titolo nel rivendicare la sua autonomia di scelta anche e soprattutto sulla base della fiducia, d'intesa ovviamente con il donatore. Dunque in questa vicenda non c'è un centesimo di denaro pubblico».

«Quanto invece al pubblico denaro - aggiunge Fontana -, non sarà una notizia di poco conto sapere che in tre mesi di direzione Pedrini ha tagliato le consulenze esterne per duecentomila euro. Ognuno è libero di sollevare le questioni che vuole. Ma sarebbe anche auspicabile che un direttore, come ogni pubblico amministratore, fosse valutato sulla base dei risultati conseguiti, specie in un campo così delicato come è quello della sanità».

10 marzo 2011

Lettere in Redazione: "Il facile mestiere del politico" di D.Ducoli

E' arrivata in redazione una lettera di Daniele Ducoli, lettore di Malegno. Sul numero di Graffiti di marzo ne trovate un breve estratto. Qui potete leggere la versione integrale.

Una precisazione iniziale: quando parlo di politici mi riferisco alle cariche più ambite, quelle provinciali, regionali e di “Roma”; non parlo dei consiglieri comunali dei piccoli paesi come quelli della Valle Camonica, persone elette direttamente dai cittadini per rappresentarli e che spesso si impegnano oltre i limiti del loro mandato pur di risolvere i problemi della comunità.
Qualche anno fa ingenuamente pensavo che i politici in generale fossero attratti da un bisogno di servire la collettività.
Ultimamente, grazie anche ad alcune trasmissioni televisive, a informazioni che girano sul web, sono emersi fatti che dimostrano come in Italia il sistema politico non è più in grado di gestire le emergenze che ora e nell’immediato futuro saremo costretti ad affrontare; parlo della crisi finanziaria, del problema energetico, dei rifiuti, dell’ambiente, della sanità, della scuola e via discorrendo.
La cronaca quotidiana ci parla di un paese in degrado in cui tutta la politica di sinistra, di centro e di destra, ha alimentato sprechi di denaro pubblico con un semplice risultato: nessun colpevole !
L’impunità, l’irresponsabilità, i privilegi, i compensi spropositati (in un momento in cui la gente perde il posto di lavoro e le famiglie hanno problemi economici) fanno del politico un mestiere ambito.
Ecco che mi spiego l’affacendarsi di individui che pur di strappare una carica anche solo di consigliere regionale si mobilitano per attirare i voti necessari.
Pochi anni di “lavoro politico” e “ti meriti” una pensione d’oro, altro che pensione minima.
Come proponeva il filosofo Socrate, basterebbe limitare di molto questi compensi per vedere la classe politica estinguersi.
Questo non può succedere perché la classe politica è una sola (è una casta come cita un libro di recente pubblicazione), destra e sinistra sono semplicemente utili a darci l’illusione di una scelta tra due schieramenti.
I partiti politici hanno sempre più l’aspetto di società per azioni che rispondono solo agli azionisti cioè a chi li finanzia.
La politica dell’impegno sociale, della responsabilità, dell’etica, della morale, dei valori che erano propri di personaggi ormai storici come De Gasperi, A. Moro, E. Berlinguer, S. Pertini, si è spenta.
Il grave errore è stato permettere alla finanza di entrare nella politica del Paese.
In ogni caso non allarmiamo i nostri cari uomini politici; qualsiasi cosa accadrà in Italia gli unici a risponderne in prima persona saremo noi cittadini, prepariamoci all’ennesimo sacrificio (in altri paesi europei è già successo), i governanti ne usciranno illesi.
La politica in cui credo è quella fatta da liberi cittadini che si riuniscono per risolvere i problemi della gente, della società, come dice Don Gallo, partendo dai più bisognosi.
Darò il voto al politico che non solo prometterà di fare questo ma lo dimostrerà anche nei fatti, responsabilmente.
Come recita una battuta di un film: tutto il resto sono solo chiacchiere e distintivo!
Mi vengono in mente alcune parole di E. Berlinguer:
“I partiti non fanno più politica.
I partiti hanno degenerato e questa è l’origine dei malanni d’Italia.
I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela:
scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente;
idee, ideali, programmi pochi o vaghi; sentimenti e passione civile, zero.
Gestiscono interessi [...] senza perseguire il bene comune.”
Basta guardare le patetiche dispute dei nostri politici locali quando si tratta di assegnare una carica o quando se ne libera una (vedi presidenza B.I.M. ecc.) o ancora il caso della “selezione” dei dirigenti di Vallecamonica Servizi……..con tutti i giovani laureati con tanto di master e specializzazioni, volenterosi che cercano un’occupazione, bisognava proprio assegnare posti ben retribuiti ai soliti noti che già esercitano svariate occupazioni, complimenti per l’esempio che date!
Come cita un ammonimento biblico: “Giudicheremo secondo i fatti. Dai loro frutti li riconoscerete!”.
Concludo con una frase del meteorologo Luca Mercalli:
“Se un Paese è composto mediamente da persone che hanno una scarsa conoscenza della complessità del mondo di oggi, avremo una politica che ci dà ciò che meritiamo”.
A 150 anni dall’Unità d’Italia il nostro Bel Paese tutto questo non lo meritava.
Buona fortuna a tutti.