26 marzo 2010

Lettere alla Redazione: Adriano Moratto

La lettera di Adriano Moratto alla Redazione di Graffiti (marzo 2010):

Mi ha colpito leggere su Bresciaoggi del 10 marzo l’articolo intitolato “Gli Alpini entrano a scuola per tramandare i valori”.

Difficile sfatare un mito, difficile smontare un luogo comune. Difficile confrontarsi con chi ha tutto nella pancia e non riesce a ragionare razionalmente. Difficile perché non ti ascoltano. Veniamo comunque al sodo. Si parla di attività didattiche nella scuola per promuovere valori alpini, ma non c’è niente delle belle cose di cui si parla che abbia che fare con gli alpini come istituzione militare.

Eppure gli alpini si presentano come tali, non rinnegano né condannano il loro passato di invasori di mezza Europa, di autori di stragi nei Balcani e anche in Africa (Africa! Che ci facevano?).

Sono felicissimo, e ne conosco di “alpini”, che meritoriamente si impegnano in iniziative di solidarietà (me li ricordo dal terremoto del Friuli) e di salvaguardia dell’ambiente. Sono presenti sul territorio con iniziative encomiabili. È sicuramente importante conservare i luoghi della Prima guerra mondiale, ma forse bisognerebbe ricordare l’«inutile strage» per una condanna della guerra e della logica militarista che ci procurò seicentomila morti. Invece, ci si limita ad un’epopea di eroismi senza criticare chi ci condusse al massacro per ottenere ciò che ci era stato promesso se non fossimo entrati in guerra tradendo l’alleanza con l’Austria. Guerra che poi ci ha regalato la «vittoria mutilata» e poi il fascismo e con il fascismo un’altra guerra. Un’altra epopea da mitizzare: la ritirata dalla Russia. E tutto ancora una volta intruppati senza condannare la logica della guerra e degli eserciti, fatta l’eccezione dell’alpino-partigiano Ermes Gatti.

Se gli alpini vogliono tramandare i loro valori, devono togliersi le stellette e non mescolarsi con un’istituzione, l’esercito. Esercito che dopo averli trascinati in avventure militari in tutto il mondo, ora li usa come testa di ponte nelle scuole par mascherarsi come un’istituzione “umanitaria” che promuove civiltà e dà lavoro.

Associazione degli alpini svegliati! Il nemico marcia alla tua testa. I valori degli alpini nulla hanno a che fare con l’esercito, le guerre e i massacri. I vostri sono semplicemente i grandi valori civili di solidarietà e rispetto della natura tipici della pacifica gente di montagna.

Adriano Moratto – Movimento Nonviolento

Lettere alla Redazione: Pierluigi Mottinelli

La lettera di Pierluigi Mottinelli alla Redazione di Graffiti (marzo 2010):

Egregio direttore, mi rivolgo a lei in merito alla lettera al diret­tore, ospitata lo scorso 22 feb­braio, dal titolo "In bocca al lu­po per Renzo Bossi", per chie­derle di pubblicare alcune sem­plici e sintetiche osservazioni:

1. Innanzitutto se qualcuno si è sollevato in merito alla candi­datura, così come si è detto, è da individuare all'interno del movimento o tra chi, negli an­ni scorsi, ha individuato nella Lega Nord un movimento di protesta, autentico interprete delle istanze dei territori perife­rici, immune dalle tossine del “partitismo” ed oggi deve constatare che non è così e si la­menta di una candidatura che sa di nepotismo politico.

2. Per quello che mi riguarda c'è sempre il massimo rispetto per chi si confronta nel campo della politica ed ha qualcosa da dire, impegnandosi per i nostri concittadini.

3. Non voglio per questo, non conoscendolo, esprimere giudi­zi sul giovane candidato a Con­sigliere regionale, forte di una tale investitura, diciamo così, da figlio d'arte. Spero solo che la sua candidatura ‑ non essen­dosi forgiata nei basilari mo­menti di ogni carriera politica, che credo dovrebbe partire al­meno dal livello di consigliere comunale ‑ per chi voglia met­tersi al servizio della propria co­munità, sia originata da uno spirito genuino;

4. Osservavo solo che non si è candidato a Varese e che, im­provvisamente, sono spariti dalla lista provinciale della Le­ga Nord a Brescia per le regio­nali nomi di candidati presun­ti e credibili come Ennio Moret­ti, Guido Bonomelli, Roberto Bertelli, Stefano Borghesi, Ruggero Marchioni e Riccardo Mi­nimi o dirottati nel listino, come Monica Rizzi, e che alle cro­nache sia apparso per i respin­gimenti dei clandestini e per le collaborazioni all'Europarla­mento.

5. Mi sembra palese che il pre­sunto coraggio di candidarsi «alla caccia delle preferenze» sia molto temperato dalla scel­ta di competitori molto meno agguerriti di quelli prima cita­ti.

6. Per quanto riguarda il reite­rato esprimere commenti su­gli avversari politici del Consi­gliere comunale «di minoran­za» a Sellero, mi permetto solo di esprimergli solidarietà: in una Valle dove il proprio parti­to è il partito di maggioranza relativa alle elezioni regionali e politiche, deve essere avvilente constatare che quando ci si presenta con la propria faccia non si riesce a mantenere i voti del proprio partito. Ad altri espo­nenti politici succede il contra­rio!

7. Son solidale ancora con lui: è mortificante che nella Valle che elegge Monica Rizzi e Davi­de Caparini, esponenti politici che hanno tutta la mia stima, gli attivisti della Lega Nord debbano prendere atto che so­lo due sindaci su quarantadue dell'Asl di Valle Camonica so­no espressione della Lega Nord e che a presiedere la Comunità di Valle Camonica la mag­gioranza dei sindaci abbia chia­mato Corrado Tomasi del Parti­to Democratico.

8. In conclusione: prima di esprimere giudizi, alcuni attivi­sti della Lega Nord farebbero bene a fare un esame di co­scienza ed anch'io faccio gli au­guri al giovane Renzo Bossi. Mi auguro che ci si possa incontra­re per dibattere degli interessi della Valle Camonica.

Lettere alla Redazione: Tarcisio Moreschi

La lettera di Tarcisio Moreschi alla Redazione di Graffiti (marzo 2010):

Sorella, fratello, oggi è il secondo giorno di quaresima, e quindi è iniziato il conto alla rovescia verso la Pasqua. Questo è il periodo nel quale siamo invitati dalla Chiesa a ricordarci in modo particolare di chi sta male. Tra costoro un posto particolare ce l’hanno gli abitanti di Haiti: speriamo che quello che verrà ricostruito resista alle forze della natura che da quelle parti si scatenano abbastanza frequentemente.

Per i cristiani della Tanzania quest’anno il tema della quaresima è “Voi siete il sale della terra”. C’è anche un velato invito a votare con responsabilità nella serie di elezioni che avranno luogo quest’anno.

Per i parrocchiani di Ilembula in più c’è il tema del perdono reciproco. Il tema è espresso dalle parole del Padre Nostro: “rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori”.

Il perdono reciproco è fondamentale nella fede cristiana ed è uno dei principali segni che ci sentiamo amati dal Signore Gesù. Questa è la preparazione più giusta alla Pasqua che è la festa della riconciliazione totale di Dio col creato e con le creature.

Dalle missioni di Ilembula, Wangingombe e Mtwango le notizie sono queste. Con l’arrivo dei volontari della Valcamonica abbiamo ripreso i lavori all’ospedale di Ikelu. Le spese ora sono sostenute dal Rotary di Iseo-Lovere-Breno.

Attualmente a dirigere i lavori c’è un signore di Salorno e due ragazzi del Ticino. Poco alla volta avanziamo verso l’apertura di almeno tre padiglioni. Quando sarà? Per arrivare al dunque occorre che un medico venga a stare qui per un periodo abbastanza lungo così da mettere in funzione i vari macchinari (che devono essere ancora spediti) e mettere a punto le cose più delicate.

Le suore ci sono ma non sono in grado di sapere cosa fare per aprire un ospedale: questa conoscenza è appannaggio dei medici e pertanto siamo nelle mani loro.

A Wangingombe sto procedendo con la preparazione della nuova parrocchia: la casa delle suore è pronta e ora sto approntando la casa per i sacerdoti (ho iniziato il tetto proprio in questi giorni).

Il vescovo vorrebbe che sia pronta per la fine di quest’anno: forse ce la faccio. Ho qui volontari da Gandino e da Fontanafredda che mi aiutano per gli impianti elettrici e idraulici; grazie a loro i lavori progrediscono anche nei settori più delicati come quelli della corrente e dell’acqua.

Anch’io spero di passare la parrocchia di Wangingombe a un sacerdote locale. Io continuerò ad occuparmi del Centro di riabilitazione per bambini disabili che è pure in costruzione e che è seguito dai quattro volontari del servizio civile. Spero di avere anche le suore entro la fine dell’anno.

La parrocchia di Wangingombe comprende 18 villaggi che messi assieme a quelli di Ilembula fanno la cifra di 33 villaggi. Se padre Otto fosse più giovane, non sarebbe un problema seguirli tutti, ma visto la sua età (72 anni) e i problemi di pressione suoi, diventa abbastanza problematico seguire come si deve ognuno di questi villaggi. Attualmente facciamo il minimo indispensabile, però mi accorgo che la vita cristiana è rallentata.

Talvolta penso che anche le altre denominazioni cristiane siano volute da Dio perché noi cattolici non riusciamo a fornire certi servizi che il Signore vorrebbe dare ai suoi figli e allora suscita altre Chiese che pure aiutano a stare in comunione con Dio. Trovo che queste chiese nate di recente aiutano pure le persone a conoscere la Bibbia, ad amare il prossimo, a relazionarsi con Gesù e a risolvere certi problemi delle persone. Non possiamo legare le mani a Dio. Lui inventa cammini per andare a Lui che noi riteniamo poco ortodossi. Il vero senso di tutto questo lo sa solo Lui.

A Mtwango continua ad andare Fausta per seguire gli orfani, gli asili e gli ammalati di Aids. Lei poi continua a seguire molto da vicino anche il villaggio Tumaini. In pratica tutto quello che è Caritas è in mano a lei che svolge egregiamente il suo compito. Tutto questo ha un senso? Talvolta me lo chiedo. La risposta la trovo anche nella tua generosità e nella tua solidarietà: per me sono segni tangibili che non sto lavorando invano, ma che vado nella direzione voluta da Gesù.

Ora ti saluto. Ho sempre un ricordo particolare per gli ammalati e gli infermi: li ringrazio tutti per la forza che danno a me e a tante persone nella lotta contro il male. Grazie. Buona Quaresima e buona Pasqua, Tarcisio.

Lettere alla Redazione: Daniele Ducoli

La lettera di Daniele Ducoli alla Redazione di Graffiti (marzo 2010):

Siamo alle solite! “il lupo perde il pelo ma non il vizio”!

Rieccoci all’appuntamento con le elezioni regionali, l’occasione per rifilarci la solita zuppa di promessine e buoni intenti, le solite affissioni murali di facce sorridenti e abiti stirati… arriveranno per posta gli indesiderati “santini” e per telefono i messaggi registrati a sollecitare il voto per il candidato di turno… che sofferenza, anche questa volta ci tocca digerire questa ennesima farsa del “Teatrino Italia”.

A lungo mi sono chiesto come mai tanti candidati si prodigano e investono massicce risorse pur di entrare a far parte del girone dantesco dei “golosi”.

Forse perché ho sempre fatto riferimento al “politico di quartiere”, il sindaco del piccolo borgo, il consigliere comunale che con incarichi nel sociale, nello sport ecc. investono il loro tempo libero (spesso “rubato” alle famiglie) per rendere la vita del paese più viva, senza mai farsi notare.

A tutte queste persone che con vera passione politica lavorano per il sociale spesso rimettendoci anche del denaro proprio, considerati gli esigui compensi che un consigliere comunale di un piccolo paese riceve, va il nostro ringraziamento perché ancora credono nella collettività.

Poi mi risveglio dal torpore sociale in cui la nostra confusa società è immersa e scopro che i compensi di un consigliere regionale ammontano a svariate migliaia di euro + i “dovuti” rimborsi spese + i soliti privilegi della classe dirigente.

Ed ecco svelato il segreto; altro che spirito di volontariato sociale e passione politica, qui ci sono di mezzo i quattrini e se riesci a inserirti per bene in qualche schieramento politico ti puoi assicurare nel breve periodo una pensione d’oro, altro che pensione minima sociale!

Dopo “mani pulite” mi era venuto il sospetto che visto l’aumentato rischio, sarebbero aumentate anche le tangenti; infatti gli ultimi fatti di cronaca hanno evidenziato l’attuale esistenza di fenomeni di corruzione politica-finanziaria-mafiosa.

La storia ci insegna che dove tira aria di potere, c’è puzza di corruzione.

Per questo tipo di problema l’unica soluzione è una bella “purga” come già aveva intuito oltre 2000 anni fa il filosofo greco Socrate.

Questo personaggio straordinario auspicava l’esistenza di una figura di politico che «pur avendo in pugno lo Stato allo stesso tempo non poteva possedere ricchezze, né ricavarne alcun profitto».

Questi si doveva comportare come guardiano del sociale, senza sostanze personali, perché la ricchezza doveva essere distribuita fra tutta la popolazione, quindi lo scopo che si era stabilito non era quello di rendere felice una classe o un individuo, ma tutto lo Stato nel suo insieme, un vero Stato Unitario.

Per niente il povero Socrate fu condannato a bere la cicuta!

Per tornare ai giorni nostri, basterebbe porre un tetto massimo ai compensi percepiti dai nostri politici (penso che 5.000 euro per le più alte cariche dello Stato siano più che sufficienti) e stabilire pene severissime a coloro che causano danni all’intera collettività o si macchiano di gravi reati che non dovrebbero mai cadere in prescrizione.

E poi anche per questi signori la pensione di anzianità dovrebbe essere equiparata a quella di tutti gli altri cittadini, quindi basta pensioni d’oro!

Sono convinto che mettendo in pratica queste semplici regole si sarebbe una bella scrematura fra i politici, mi sa tanto che il numero di manifesti affissi diminuirebbe in modo drastico.

Ma cosa volete, siamo in Italia e il teatrino deve continuare come sempre, e allora, si cali il sipario sulle nostre coscienze!


8 marzo 2010

Conoscere il sud del mondo - Appunti fotografici sull'Etiopia



Venedì 26 marzo
alle 20,30 in Tapioca a Darfo prima serata del ciclo CONOSCERE IL SUD DEL MONDO dedicata all' ETIOPIA.

A seguire il ciclo proporrà serate dedicate a
Messico a cura a cura di Alessio Domenighini (Aprile)

In collaborazione con Tapioca, Università Popolare e Graffiti.

5 marzo 2010

Domenica 14 marzo MARCIA PER LA PACE



La Carovana dei diritti umani e l'Associazione culturale Graffiti raccolgono le adesione per il treno "speciale" che porterà i camuni alla 5^ marcia della pace organizzata dal Tavolo della Pace di Franciacorta, che quest'anno avrà come slogan "Beni comuni per tutti".


La marcia si terrà domenica 14 marzo con ritrovo e partenza da Castegnato e arrivo a Cazzago San Martino.


Ovviamente è possibile anche scendere autonomamente in macchina, ma per chi volesse usare il treno questi sono gli orari:


ANDATA: partenza da Breno h 9.25, Darfo 9.46, Pisogne 10.02; arrivo a Castegnato h. 10.52;


RITORNO: partenza da Bornato-Calino (a dieci minuti dal luogo in cui si concluderà la marcia) h 18.18


Per adesioni al treno, scrivete a 2008diritti@gmail.com.


Per info sul programma consultare il sito www.lapacesulmonte.org.