La corsa di Gigi, di casella in casella

Gigi Mottinelli si è messo come in un gioco dell’oca e ha bisogno di molta fortuna per riuscire a vincere. E noi gliela auguriamo di cuore. Alla prima casella ha trovato l’ostacolo candidature. “Se sei l’unico candidato maschio della Provincia avanza di cinque caselle”. C’era l’ostacolo Luigi Morgano da superare. Parlamentare europeo della bassa bresciana al primo mandato, poteva legittimamente rivendicare una nuova candidatura. Con l’aiuto del sindaco di Brescia Emilio Del Bono, le prime cinque caselle vengono superate d'emblée.
Alla sesta tappa c’è l’ostacolo ex sindaco di Adro. Quello che aveva riempito di simboli della Lega le scuole nuove del Comune. A guardare bene ciò che aveva combinato non meriterebbe nemmeno un voto. Ha ripetuto con aria finto innocente ciò che il Fascismo faceva di regola: infarcire i luoghi pubblici, scuole comprese, di simboli di partito. L’avesse fatto Alberto Tosa con la falce e martello sarebbe stato subito additato al pubblico ludibrio e cacciato da ogni comune d’Italia. La Lega invece per l’atto ignominioso, incostituzionale, illiberale (censurato persino dalla Gelmini) l’ha subito portato sugli altari. È favorito dal vento in poppa che, a parte le brezze siciliane poco spingenti, sembra spirare a sostegno di Salvini e della sua politica antieuropea. Se Mottinelli cade nella casella Lancini, deve necessariamente arretrare di tre caselle. Che volete, così va il mondo.
Ma non si scoraggi. Tiri il suo dado e vediamo dove incappa. Questa volta va meglio: finisce nella casella Zanni, deputato europeo di Lovere che è stato eletto nel 2014 con i Cinque Stelle (e molti voti della sinistra sinistra che non ha mai pronunciato un minimo motto di indignazione per ciò che ha combinato) e in corso d’opera è passato alla Lega. Essendo considerato un transfuga dà diritto al nostro Pier Luigi di saltare di botto 8 caselle.
Evviva. Ma non c’è molto da stare allegri. Mottinelli piomba nella casella Giuseppe Romele. L’ex deputato di Forza Italia, non muovendo mai un dito per quattro legislature sugli scranni di Montecitorio (suvvia, non infierite, non è stato lui ad incidere il suo nome sul banco dove stava seduto!), si è conquistato la candidatura per le europee nelle fila di Fratelli d’Italia. Il Giuseppe, inopinatamente, porta fortuna al nostro candidato che spicca un salto di altre 4 caselle.
E dove approda vacca di quella miseriaccia? Nello spazio riservato alla Patrizia Toia, deputata più o meno dalla nascita, prima a Roma e poi a Bruxelles. La Toia è un bell’ostacolo da superare: è brava e competente, è milanese, è conosciuta in mezza Lombardia. Che fare? Essendo onorevole da sempre, cede la casella al nostro Mottinelli che compie così un altro balzo in avanti. Veramente un colpo di culo sapendo, tra l’altro, che il galateo impone di cedere sempre il passo alle signore e non viceversa.
E dove cade infine il nostro candidato avendo superato gli ostacoli principali? Porca puttana. In una casella vuota. Bianca come la neve. Che faccio ora? Come mai una casella intonsa? Guarda per bene inforcando gli occhiali e vede un minuscolo asterisco in
fondo a destra che rimanda ad una nota a piè pagina della tavola del gioco dell’oca. E sapete che c’era scritto vicino all’asterisco? Pd camuno: aspetta e spera… Forse sta per arrivare con una inattesa sorpresa: la donna delle tre T T T. La nostra curiosità sale alla massima potenza.
Auguri Gigi e in gamba. In fondo, nella vita, basta la salute.

(Rosso di Sera, di Giancarlo Maculotti, Graffiti Maggio 2019)

Commenti

Post più popolari