20 ottobre 2013

Graffiti di ottobre: qualche anticipazione...

Riva: diario sentimentale di un presidio (di Barbara Distaso, Fiom-Cgil Valcamonica-Sebino)
Non il classico colpo di fulmine, ma un lento conoscersi, annusarsi, mettersi alla prova per poi scegliersi. Lo descriverei così il graduale avvicinamento dei lavoratori della Riva Acciaio al sindacato, come la nascita di una bella - e speriamo duratura - storia d’amore. I giorni vissuti al presidio con i dipendenti e le loro famiglie sono stati intensi, complicati, impegnativi ed impegnati. Sono stati giorni di sole e di vento, di salamelle e di briscole, di assemblee e di riunioni, di incontri e di scontri. Sono stati giorni di quelli che non si dimenticano.... (continua)

Lampedusa, oltre il dolore e l'ipocrisia (di Tita Raffetti, Libera Valle Camonica)
Lo scorso 4 ottobre è stato proclamato il lutto nazionale. Bene. Un segno di partecipazione al dolore delle vittime da parte delle nostre Istituzioni che fa onore allo Stato Italiano. Ma non sembra un po’ ipocrita il fatto di parlare di lutto “nazionale” da parte di un Governo che, per contro, non concede la nazionalità italiana neppure ai bambini che nascono sul territorio italiano, solo perché i loro genitori vengono da altre nazioni?... (continua)

Asl della montagna: non sempre l'unione fa la forza (di Bruno Bonafini)
Il sonno della ragione genera mostri, ha ammonito a suo tempo il pittore Francisco Goya. E il sonno della ragion politica in Regione Lombardia partorisce e ci propone in questi giorni l'ultimo mostricciattolo amministrativo: l'Asl della montagna, un unico ente in cui fondere l'Asl della Valle Camonica-Sebino e l'Asl della Valtellina (con sede all'Aprica?). Dovendo proprio accorpare, chissà perchè non farlo noi con Brescia verso cui e da cui il flusso di pazienti e collaborazioni specialistiche è notevole e "naturale"... (continua)

E poi (tra gli altri)...
  • Nasce l'Associazione Enrico Berlinguer (di Stefano Malosso)
  • Da Esine parte la campagna salva-bimbi (di Federica Nember)
  • Sellero-Cividate: utenti e cittadini in subbuglio (di Tullio Clementi)
  • Albergo Giardino: c'è qualcosa di nuovo (di Silvia Turelli)
  • A proposito della Sovrintendenza... (di Giancarlo Maculotti)

2 ottobre 2013

Mottinelli: Moratoria inattuabile, la Provincia deve rispondere

La versione integrale della lettera con cui il Consigliere Provinciale Pier Luigi Mottinelli risponde a Graffiti sulla questione dell'emendamento Pd in tema di centraline:

Gentile Direttore, ho appreso dall’ultimo numero di Graffiti della polemica seguita all’emendamento al Bilancio della Provincia per il 2013, che mi vede primo firmatario, che chiedeva la conclusione dell’iter delle concessioni delle captazioni idroelettriche entro il corrente anno. Lungi dal volermi sottrarre alla discussione, scusandomi se la notizia l’ho appresa solo ora, non essendo stato indirizzatario di alcuna comunicazione, sono a precisare la mia opinione, non prima di una breve premessa.  
Infatti, aderisco volentieri alla sollecitazione del Prof. Bruno Bonafini a rispondere, ricordando il suo apporto fondamentale, nella prima esperienza negli enti comprensoriali di Centro Sinistra in Valle Camonica, ai tempi dell’Ulivo di Romano Prodi. Il contributo di Bonafini come Vice Presidente con delega al Parco dell’Adamello, unitamente a quello di Aris Visinoni, hanno contribuito ad un incontro tra le sensibilità ambientaliste con quelle degli amministratori dei comuni e dei cittadini, contribuendo a far nascere una nuova cultura sulle aree protette, proprio partendo dalla risorsa acqua e dalle tematiche del rispetto, da parte dei concessionari, del Deflusso Minimo Vitale.
Nel merito:
þ  Mi sono interessato da sempre, nella precedente come in questa consigliatura, ai temi dell’ambiente e delle risorse dei nostri territori, unitamente ai livelli locali e provinciali del Pd, rendendomi disponibile ad amministrazioni comunali e associazioni che ne facessero richiesta. Anche se ho costatato che, a differenza delle amministrazioni comunali, le associazioni interloquiscono con i livelli di governo degli enti, snobbando, di fatto, l’azione dei consiglieri eletti, ma all’opposizione… Tra le altre tematiche avanzate dal territorio, non sarà certo sfuggita l’adesione immediata all’appello del Sindaco di Gianico e del comitato No Amianto e la proposta della mozione che ne chiedeva lo stop, approvata poi all’unanimità dal Consiglio Provinciale di Brescia.
þ  Sul tema del rilascio delle concessioni di derivazione ad uso idroelettrico, di competenza della Provincia a valere sulla l.r. 26, ho presentato interrogazioni sugli impianti sul Dezzo in Comune di Angolo e sull’Ogliolo in Comune di Edolo, su richiesta delle amministrazioni e dei circoli Pd del territorio, tese a stigmatizzare il comportamento della Provincia sul rilascio di concessioni in palese difformità con le istanze delle comunità locali.
þ  Ho richiesto più volte della convocazione della Commissione Seconda, competente dei temi ambientali, per convenire una condotta di indirizzo politico sui criteri di rilascio delle concessioni, in rispetto del territorio prima di tutto, ma altresì degli interessi imprenditoriali, che indistintamente siano pubblici o privati, in uno stato di diritto, hanno ragione di chiedere il rispetto delle leggi. Inutile dire che la richiesta non è stata accolta dalla maggioranza che governa la Provincia…
þ  Inoltre, anche se non come soggetto indirizzatario della richiesta di moratoria sul rilascio di concessioni idroelettriche, inviate, infatti, solo ai comuni della Valle Camonica ed alla Giunta Provinciale, ma essendone venuto a conoscenza, ne ho richiesto il testo al Presidente Guido Cenini, che ringrazio per il cordiale invio, e saputo dalla stampa del colloquio interlocutorio con l’Assessore Stefano Dotti, mi sono fatto carico di richiedere, lo scorso 7 maggio, l’audizione in Commissione Provinciale dei Comitati ed Associazioni della Valle Camonica, alla ripresa dei lavori consiliari del prossimo settembre.
þ  Non posso negare che, personalmente, ritengo inattuabile, a rigor di legge, senza che vengano lesi i diritti delle concessioni già presentate, indipendentemente dalla natura pubblica o privata, una moratoria, a meno che essa sia preventivamente comunicata e che si esauriscano le istruttorie in essere.
þ  Infine per quanto riguarda il contestato emendamento al Bilancio 2013, successivo a uno medesimo al Bilancio 2012, preciso che è a conoscenza di chiunque si sia occupato del tema con serietà, che gli uffici del servizio acque, unitamente ai comuni territorialmente interessati, hanno tutti gli strumenti per verificare le compatibilità di legge e le autorizzazioni dei casi più eclatanti in discussione sono stati possibili, solo per inadempienze dei comuni, non certo dell’istruttoria provinciale. Per tanto la nostra proposta, così come emendata è stata: “Per quanto riguarda gli impianti FER, si potenzierà l’organico, ci si avvarrà anche dell’avvalimento di tecnici degli EE.LL. (comuni e comunità montane) e di qualsiasi altra collaborazione, al fine di autorizzare gli impianti ad oggi richiesti, fuori dalla concorrenza,  entro e non oltre il 31.12.2013 e previa verifica in Commissione Bilancio entro il 30.09.12”.
þ  L’intendimento è chiaro: la richiesta di autorizzare significa, autorizzare o non autorizzare, secondo l’esito dell’istruttoria, ma non rimanere in attesa di risposte, motivata dall’insufficiente organico dell’ufficio, perdendo le prerogative di incentivazione che la legge offriva, soprattutto per il passato. L’appuntamento in Commissione Bilancio per fine settembre, unitamente all’audizione nel corso del mese dei comitati, prima citata, permetterà di conoscere lo stato di avanzamento delle istruttorie.
Rimango in ogni caso a disposizione di qualsivoglia occasione di confronto sul tema.
Sarebbe interessante sapere perché le altre azioni che abbiamo intrapreso a tutela delle nostre risorse, a partire dalla richiesta che vengano riconosciute misure compensative e di istruttoria proporzionali a potenza nominale e produzione non quelle di oggi che sono ridicole, non abbiano destato considerazione. Sono però convinto che le istituzioni hanno il dovere di dare le risposte, per le materie a loro delegate: in questo caso la Provincia esercita una delega regionale e sta lì il campo per esercitare le azioni di tutela del territorio.

Altrimenti… sarebbe quasi come chiedere ad un comune la moratoria sui permessi di costruire per le nuove edificazioni, anziché adottare un Piano di Governo del Territorio che non aumenti le aree edificabili.

A proposito della Fiera della Sostenibilità... la lettera di Vincenza Briscioli

Pubblichiamo la lettera ricevuta dalla lettrice Vincenza Briscioli, che per ragioni di spazio non abbiamo potuto includere nel numero di Graffiti di settembre:


Ho letto con particolare interesse l’articolo di Clementi sull’ultimo numero di Graffiti, in merito alle relazioni della mattinata del 30 giugno 2013 alla Fiera della Sostenibilità a Cevo: “Quale eredità lasceremo ai nostri figli: viaggio nelle acque del futuro, dal ghiacciaio dell’Adamello al Po”, con particolare focus sulla relazione del prof. Riccardo Santolini: “I servizi ecosistemici del acino padano: ricchezza per il futuro?”, ed in effetti la relazione di Santolini mi ha molto incuriosita, tanto che sono andata a cercare materiale via web e ne ho trovato parecchio. Vi allego i link per chi fosse desideroso di approfondire e vi segnalo che il prof. Santolini è anche su fb. Mi permetto di segnalare qualche passaggio della relazione di Santolini:«Gli scenari futuri non sono molto ottimistici,si è assistito ad una artificializzazione dei nostri fiumi da parte dell’ingegneria idraulica.Dal punto di vista meteorologico ci rendiamo ampiamente conto, che l’anno prima non è uguale a quello successivo, vi è una riduzione dell’habitat per tutte le forme di vita. Ogni cambiamento determina alterazioni nell’ecosistema. Il costo della vulnerabilità del sistema è pagato da tutti, in termini anche di salute. È infatti ormai documentato il rapporto tra la modalità di costruzione e gestione delle città ed i trend delle malattie da stress ed inquinamento urbano (Italian MISA group2001). Dobbiamo pensare a gestire il territorio nella ua interezza, così che si possa pensare in termine di gestione sostenibile di una risorsa. Perché se lo pensiamo nella sua interezza ci rendiamo conto di come privarlo o alterare uno dei suoi componenti faccia perdere la funzione all’intero sistema. È quello che succede quotidianamente, ad esempio nei sistemi fluviali, siano essi piccoli canali o grandi fiumi: l’uomo induce profonde alterazioni nella morfologia degli alvei, che portano alla banalizzazione dell’ecosistema e alla perdita di funzioni, cui consegue una maggior vulnerabilità dei territori con il risultato di alterare le naturali funzioni e rendere più costose le azioni di recupero. La valutazione del valore ecologico ed economico delle risorse e delle funzioni ecologiche, oltre che il riconoscimento elle stesse nella pianificazione territoriale sono strumenti da utilizzare nelle analisi per non incorrere in finte azioni di conservazione. Il termine sostenibilità non è un termine abusato, ma bensì ignorato, perché non si sa cosa sia la sostenibilità.Uno sviluppo economico che non si ponga il problema del rapporto con l’ambiente naturale,non solo rischia di non poter essere mantenuto,ma perde qualità e quindi valore (Musu 2008).Le scelte di gestione territoriale sono guidate,purtroppo in misura sempre maggiore da fattorie economici esterni di mercato, che non considerano il valore economico del capitale naturale nella sua completezza. La valutazione economica dei servizi ecosistemi non intende promuovere la svendita sul mercato egli stessi,ma attivare un processo di sensibilizzazione e di consapevolezza del loro valore anche economico,sottolineando la differenza tra bene e servizio.La stima del valore renderà ragione del fatto che è un bene comune e non di qualcuno». Questi appunti e gli approfondimenti successivi mi hanno ricordato un capitolo di un libro recentemente letto: “2052 Scenari globali per prossimi quarant’anni. Rapporto al Club di Roma”, dove l’autore J. Randers sostiene che «spesso si utilizza il termine di viluppo sostenibile,ma che in realtà bisognerebbe guardarsi attorno e cercare di darsi da fare per risolvere le insostenibilità, possibilmente una per volta. E per capire cosa sia sostenibile o insostenibile per un sistema è importante capire la modalità di comportamento “superamento-collasso” . Il cuore del problema sta nella crescita fino al superamento,tipica di quei sistemi e di quelle politiche che consentono un’espansione oltre ciò che è sostenibile, oltre i limiti della capacità di carico. È fondamentale sapere qual’è la capacità di carico dell’ambiente in cui si vive. È importante anche non eccedere nella capacità di carico del contesto, per evitare di sforare, bisogna sforzarsi di guardare avanti ed agire in tempo.In caso contrario è molto probabile finire n un regime di insostenibilità».Ho seguito il suggerimento di Randers e mi sono chiesta su una questione molto attuale, quale quella delle concessioni per le captazioni del piccolo idroelettrico, se il decisore politico si sia posto il problema della sostenibilità/insostenibilità per la Valle Camonica di queste captazioni, se il decisore politico abbia con dati alla mano, la possibilità di definire quanto sia lo sfruttamento idroelettrico già presente in Valle, e se esso sia sostenibile o insostenibile, non pensando ai prossimi cinque anni, ma pensando ai prossimi 20 anni,così che le generazioni future possano pensare alla nostra generazione, come di esseri pensanti capaci di misurarsi con la lungimiranza.Mi sono chiesta se il bilancio idrico o il contratto del fiume possano essere strumenti utili nel misurare la sostenibilità o insostenibilità di un ecosistema quale quello fluviale. Non ho per ora, trovato risposte alle mie domande, ma potrebbe essere un mio limite conoscitivo.