18 giugno 2012

Piazzale Europa di Ponte di Legno: un buco da 11 milioni di euro


Pubblichiamo la versione integrale del contributo di Ivan Faiferri (consigliere comunale di Ponte di Legno)  sulla vicenda di Piazzale Europa.


L'attuale municipio di Ponte di Legno si trova in un luogo escluso dall'abitato fino alla seconda metà del '900, che gli abitanti chiamavano Caret, come l'erba di palude.
Accanto al palazzo comunale da parecchi anni sorge un cantiere pudicamente nascosto da una serie di pannelli fotografici che riproducono alcune vedute di tramonti, paesaggi montani, laghi in cui si rispecchiano le cime.
Tanta bellezza non basta a nascondere un fatto noto a tutti i Dalignesi: lì dietro si consuma uno dei più grandi sprechi di denaro pubblico della storia recente della Valle Camonica, la costruzione del parcheggio interrato di Piazzale Europa.
In tempo di spending review, e poichè ai costi di costruzione si è aggiunta anche una condanna da 2.500.000 di euro, mi sembra giusto ripercorrere brevemente la storia di questa interminabile costruzione: se non servirà a produrre ripensamenti, potrebbe essere utile come monito.
Non sono uno spettatore distaccato, ma un consigliere di minoranza di Ponte di Legno. Non aspettatevi che io sia tenero. Cercherò invece di essere oggettivo, limitandomi a citare dati e fatti.
L'idea risale al 2004, quando la giunta (la stessa di oggi) ha incaricato l’ing. Matteo Testini del progetto dei lavori, approvato il 24/10/2004 con voto unanime. Entro dicembre è stata fatta la prima perizia geologica: due perforazioni in punti diversi del piazzale fino ad una profondità di 15 metri, senza una specifica indagine idrogeologica.
Il progetto era candidato al finanziamento tramite i fondi della Commissione europea e il 23 settembre 2005 la Regione decretava lo stanziamento del contributo.
Nel frattempo il ramo italiano del gruppo internazionale Arup si affiancava al progettista iniziale. Il costo del parcheggio era stimato in € 6.000.000.
Nel gennaio del 2006 una nuova indagine geologica, sugli stessi due fori eseguiti nel 2004, ribadiva la necessità di procedere con cautela per la difficoltà del terreno.
La costruzione era appaltata all'Impresa Milesi geom. Sergio di Gorlago; gli scavi partivano soltanto il 12/02/2007, cinque anni e qualche mese fa.
Nell'aprile del 2007, sugli edifici attorno alla zona del parcheggio sono apparse le prime crepe.
Le ditte costruttrici (Milesi aveva subappaltato alcune parti di lavoro) hanno commissionato a quel punto una nuova perizia che smentiva le rilevazioni precedenti: sotto la superficie era stata trovata una falda di acqua, che nessuna indagine aveva individuato prima, definita "a pressione". Influenzata dalle attività di pompaggio dell'acqua dal cantiere, minacciava la stabilità di tutte le strutture circostanti.
Il progetto iniziale era sbagliato.
L’8/11/2007 la Giunta ha approvato la “perizia suppletiva”: altri 2.800.000 milioni di euro per cercare di tappare il buco nell’acqua, costruendo una sorta di scatola chiusa che isolasse la zona del parcheggio da quelle circostanti.
Si arrivava a € 8.800.000.
Ma a questo punto è intervenuta la prima complicazione: il finanziamento regionale ha una scadenza (già prorogata una volta): maggio 2008.
Non basta: proprio allora i lavori della perizia suppletiva dovevano essere terminati, ma all'esecuzione delle prove per testare la tenuta della scatola, l’esito è stato negativo. La "scatola chiusa" era bucata.
E' solo qui che iniziano i guai seri.
1) Tra amministrazione e progettisti da un lato e imprese dall'altro ci si rimpalla la colpa: la variante non ha dato i risultati sperati per un errore di progettazione (ipotesi dei costruttori) o di realizzazione (ipotesi dei progettisti)?
2) I proprietari degli edifici in pericolo iniziano delle cause contro il Comune e le imprese, per i danni subiti e per la presenza stessa del cantiere: su quello che un tempo era il piazzale si affacciano diversi negozi e ristoranti.
3) Rimaneva il problema dei contributi: la Regione aveva accordato una nuova proroga, il dicembre 2008.
Per garantire la stabilità degli edifici, la magistratura ha ordinato di smettere il pompaggio dell'acqua, trasformando di fatto il buco del cantiere in un laghetto: andate su Google e cercate "Domenica sul lago" per avere un'idea dello stato della zona tra il 2008 e il 2009.
Il sindaco continuava comunque, su giornali e TV locale, a fare dichiarazione ottimiste: il problema della stabilità agli edifici "è risolto, ora pensiamo a completare il parcheggio" (26/07/2008).
Invece, la lite con la ditta peggiorava, mentre i tecnici erano costretti a valutare altre soluzioni.
I lavori si sono di fatto fermati, fino al 16/03/2009, quando la maggioranza ha approvato l'ennesima variante, che richiedeva l'utilizzo di una tecnologia, la "idrofresa", a disposizione solo di pochissime ditte in Italia.
Per poter riaffidare i lavori doveva essere allontanata l'impresa Milesi, rescindendo il contratto.
Il capitolato di appalto prevedeva, in caso di rescissione unilaterale, il ricorso alla procedura di arbitrato: impresa e comune nominano a testa un giudice, a cui se ne affianca un terzo. I tre dovevano determinare le responsabilità delle parti negli eventi, stabilendo anche quanto ciascuna doveva all'altra come danni.
Tralasciamo quest'aspetto ora e seguiamo per un attimo l'andamento dei lavori: adesso non si parla più di un sola opera, ma di due.
La prima ("Opere di consolidamento") riguardava la costruzione della scatola impermeabile tramite l'idrofresa; l'altra ("Opere di completamento", ad ora solo una scritta su un foglio) era la costruzione effettiva del parcheggio.
Le "Opere di consolidamento" sono state affidate (€ 4.326.229,53) il 30/06/2009: i lavori sono tutt'ora in corso, ma la ditta ha già richiesto l'assegnazione di altri 715.000 €.
Di fatto, però, le conseguenze più gravi sono arrivate da altri fronti.
Nel corso del 2010 il Comune ha perso il finanziamento regionale ed il Consiglio ha deciso l'apertura di un nuovo mutuo, di 5.5 ml di euro, per le "Opere di completamento".
Inoltre, il 28 giugno 2011 il Comune è stato condannato a risarcire all'impresa Milesi 2.536.545,52 di euro e nel gennaio 2012, i soldi sono effettivamente stati pagati: questo ha costretto il Consiglio comunale a dirottare altre risorse a coprire quest'altro buco (stavolta nel bilancio).
Ma di fronte a questo inseguirsi di avvenimenti e cifre, quali sono effettivamente i dati di fatto?
Dopo aver pagato 11.084.985,81 di euro, ed avere in previsione di spenderne almeno altri 5.500.000, del parcheggio non c'è ancora traccia.
Se i nostri vecchi l'avevano chiamata Caret, forse una ragione c'era.

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