3 novembre 2012

Sabato 10 novembre, BIENNO: Graffiti vi invita a TEATRO

L'Associazione Culturale Graffiti è felice di portare in Valle Camonica lo spettacolo teatrale che vede studenti ed ex studenti dell'Università degli Studi di Brescia mettere in scena una rivisitazione, contaminata dall'attualità italiana, di "Le donne al Parlamento" e "Lisistrata" di Aristofane. 

Teatro Simoni Fè di Bienno (dietro il Municipio), inizio ore 20.45
INGRESSO LIBERO

Elaborazione drammaturgica e regia: Roberto Savoldi

Improvvisazioni musicali:
Nicola Ziliani, contrabbasso
Alessandro Darsinos, percussioni

Con: Amanda Barbieri, Elisa Bellinzoni, Elisa Berneri, Giovanni Bocchi, Alessandro Bonini, Matteo Bonomi, Pieranna Buizza, Miriam Cominelli, Marco Daldoss, Antonio Esposito, Andrea Goffi, Mario Nicoliello, Valeria Sechi, Chiara Tognoli, Vanessa Tullo

Elementi scenografici: Emanuela Di Gregorio
Foto di scena: Francesco Basile
Assistente alla regia: Valeria Sechi


Per scaricare la locandina in pdf: https://docs.google.com/file/d/0B52QHBz3qwYELUVHTWtpYkQzN1k/edit

10 agosto 2012

Bella politica e Figli di un Dio minore: Bezzi risponde e contrattacca

Su Graffiti di giugno/luglio abbiamo pubblicato un articolo ricevuto dal consigliere comunale di opposizione Ivan Faiferri sulla vicenda del parcheggio di Piazzale Europa a Ponte di Legno. Puntuale in redazione è arrivata la replica del Sindaco Mario Bezzi, proposta in versione ridotta su Graffiti di agosto. Qui potete leggere la versione integrale. 

Non ci volevo credere! Ero in macchina, ricordo bene, quando mi ha chiamato l’amico Corrado per avvisarmi che avevo “conquistato” la prima pagina di Graffiti! Sono rimasto sorpreso, quasi incredulo: io, ex Popolare figlio di Martinazzoli, in Prima pagina su Graffiti. Ma allora per la Ssssinistra (quella con più s degli altri) non siamo più Figli di un Dio Minore! 
Sono entrato in galleria ed è caduta la linea. La curiosità però era forte, a cosa dovevo tanto onore? Il primo pensiero è andato ovviamente ai risultati ottenuti nel mio Comune ed in particolare a  tre progetti che, mi pare, possano essere considerati “straordinari”: 

  • Il progetto del “Grande Sogno”, che ha ridato una prospettiva socio-economica ad una parte di Valle destinata altrimenti ad un inesorabile declino
  • L’autosufficienza energetica da fonti rinnovabili: dieci anni fa l’intero approvvigionamento energetico di Pontedilegno (e Temù) avveniva per mezzo di combustibili inquinanti, dalla fine di quest’anno produrremo più energia da fonti rinnovabili di quella che consumiamo (la Conferenza di Kyoto imponeva una riduzione del 5% nel periodo 2008-2012, noi le abbiamo ridotte del 100%...)
  • Il progetto di fusione dei Comuni di Pontedilegno e Temù: In un tempo in cui tutti si lamentano e chiedono cambiamenti, ma sempre a partire dagli altri, noi proponiamo una riforma che parte da noi (certo, non ambiziosa come la fusione di tutti e 6 i Comuni dell’alta Valle ipotizzata dal Faiferri, che poi ha votato contro a quella due...) 
Mi sono gongolato per un poco in tali pensieri, poi mi sono detto: “stai pensando a questioni del tuo Comune, che non è l’ombelico del Mondo, loro si occupano di cose che hanno almeno un respiro comprensoriale!”.
Ho allora ripercorso con la memoria gli incarichi da me assunti l’anno scorso, nell’ambito della splendida avventura di Governo della Valle cui stiamo dando vita con gli amici del Gruppo Civico:

  • Componente del c.d.a. dell’Azienda del Sociale: Nominato a Giugno (a gratis e a termine) con l’obiettivo di realizzare entro fine anno la tanto attesa Unificazione delle due aziende del Sociale Camune. A Settembre mi dimettevo per aver raggiunto l’obiettivo in anticipo (e, senza pretese di riconferma, ho lasciato il posto ad altri).
  • Presidente della Montecampione Impianti S.p.a.: Nominato a Luglio (a gratis e a termine) per costruire un piano di risanamento e rilancio, mi dimettevo a Novembre, stavolta per aver mancato l’obiettivo, ma dopo essermi impegnato molto in un’esperienza (forse) ugualmente utile, sia per il messaggio importante sul tema dell’unità della valle, sia per le concrete valutazioni di sviluppo futuro prodotte (ho gettato un seme di speranza, non è germogliato allora, potrebbe germogliare adesso….).
  • Commissione ciclo-idrico: Incaricato dalla Comunità Montana (a gratis e a termine) di redigere un ipotetico Piano economico per una futuribile Società Unica di gestione del ciclo idrico integrato; ho redatto il mio compito e mi sono defilato, senza pretendere come premio ruoli nella Società che si è effettivamente costituita proprio sulla base di quel Piano.
Non che mi fossi illuso di aver conquistato la copertina di Graffiti per condivisioni di merito sul mio operato  (rimaniamo Figli di un Dio minore, lo so), ma confesso di aver pensato che, almeno uno tra i tanti scribacchini che hanno scritto sul vostro giornale fiumi e fiumi di parole in ordine allo scandalo ed alla vergogna delle Società Pubbliche valligiane, parlandone sempre e solo con termini quali lottizzazioni, prebende, poltrone e così via…..avrebbe potuto spendere almeno una parola per tutti quei: a gratis e a termine! 
Terminate le gallerie, è risquillato il telefonino, sempre Corrado: “non tu direttamente eh,  c’è un articolo di Faiferri su Ponte”. Fine dei voli pindarici, sicuramente l’articolo non parlava di me in positivo, sicuramente si parlava di Piazzale Europa, unico argomento che scuote l’interesse del ragazzo. Infatti….

Parliamo allora di Piazzale Europa.

Punto 1: Sul piano dell’idea, ritengo di fondamentale importanza per lo sviluppo futuro di Pontedilegno questo parcheggio interrato, perché solo dopo la sua realizzazione si potrà:

  • Ridurre il traffico nelle zone centrali, anche mediante l’ampliamento della zona pedonale  o l’istituzione di ZTL
  • Presentare al turista che arriva una bella Piazza e non una sterminata di macchine tipo Ipercoop (ops…forse ho fatto una gaffe…. scusate… volevo dire brutta come il parcheggio dell’Esselunga)
  • Completare la riqualificazione del percorso parcheggio – centro storico già avviata e che comprenderà il nuovo Parco degli edifici ex-scuole ed ex-asilo, in fase di restauro
  • Sostituire l’attuale Comune con un nuovo e moderno edificio avente destinazione Pubblica (centro termale benessere o Centro congressi o Bimbilandia o tutte e tre le cose insieme)
  • Aumentare il numero di posti auto a servizio del demanio sciabile
  • Avere posti auto disponibili per incentivare il recupero degli edifici del centro storico
Punto 2: Sul piano dei costi, vanno divisi in due categorie:
  • i costi “ordinari” necessari alla sua realizzazione, anche se alti, che difendo con forza: Montecarlo, Portofino, la nuova Piazza Partigiani di Alassio, sono solo alcuni esempi di parcheggi interrati più costosi del solito ma che oggi contraddistinguono in positivo queste rinomate località turistiche. Non vedo perché precludere al nostro Comune, visto che il Bilancio lo consente, progetti ambiziosi
  • I costi “straordinari”, quelli relativi alle opere mal eseguite (o rese inutili dalle stesse): sono costi che abbiamo dovuto sostenere nostro malgrado, abbiamo chiesto il risarcimento del danno a tutti i soggetti coinvolti e ci siamo rivolti ai Tribunali della Repubblica per ottenere Giustizia, confido (purtroppo nei tempi eterni a tutti noti) che un giorno la otterremo,  cosa potevo fare di più? Dovevo bloccare tutto per anni ed attendere l’esito delle cause di risarcimento prima di finire l’opera, solo perché così i miei consiglieri di minoranza non avrebbero potuto dare i numeri (è proprio il caso di dirlo...) sommando impropriamente tutte queste voci di costo?
Punto 3: i riferimenti alla spending review (che ricordo essere la revisione della spesa Pubblica oggi necessaria in quanto chi ha amministrato lo Stato ha accumulato più debiti che patrimonio) 
Nel corso del mio mandato ho acquisito al patrimonio comunale i seguenti beni che, avendo anche natura commerciale, sono suscettibili di una futura monetizzazione:
  • quote azionarie della So.sv.av. s.r.l., proprietaria della rete di teleriscaldamento e della relativa centrale, interamente in mano Pubblica 
  • quote azionarie sottoscritte nella S.I.T. S.p.a. e nella S.I.A.V. S.p.a., società miste Pubblico-private che, avendo chiuso tutti gli ultimi esercizi in utile, sono certamente appetibili
  • quote azionarie della S.I.T. Service s.r.l., operante nel settore idroelettrico, costituita nel 2008 con € 100.000,00 di capitale, oggi valutata € 25.000.000,00 (non mi sono sbagliato con gli zeri, sono proprio venticinque milioni!!)
  • venti appartamenti e venti box divenuti di proprietà del comune nel complesso immobiliare denominato Acquaseria oltre ad un terreno edificabile per 3.000 metri cubi
  • un immobile ad uso Bar nella splendida frazione di Pezzo
  • 600 posti auto interrati nelle zone commercialmente più appetibili di Ponte
Stima di massima beni acquisiti: oltre 50 milioni di euro! Davvero pensi di avere l’autorevolezza per darmi lezioni di spending review, caro Ivan? 

Confesso di essermi un po’ stancato dell’atteggiamento di superiorità morale di una certa “Sssinistra”, sempre pronta a denigrare i suoi “vicini di banco”.  Ne è un esempio pratico l’articolo del Faiferri, che, guarda il caso, viene subito pubblicato in prima pagina; qualche cifra detta “a cazzo” (per dirla alla Crozza), un po’ di finta saggezza popolare, ma singolare è il motivo per cui si denigra: non certo per denigrare (sia mai), solo a scopo pedagogico! “Perchè serva come monito!!” spiega il Faiferri…..per far credere che è  tutto uno schifo e che, a parte i Puri della Sssinistra, sono tutti uguali, dico io!
Sulle cifre ho già detto, ma che dire della finta saggezza popolare? Ivan, quali sono i Nonni che chiamavano la località “Caret”, saranno mica gli stessi che lì ci hanno fatto proprio la casa Comunale? E il condominio danneggiato dai lavori, ce lo ha portato lì il Sindaco di notte o avevano costruito lì anche quello, i tuoi Nonni? 
Quasi 10 anni fa i Dalignesi mi hanno affidato un Compito impegnativo, non si trattava di geologia, ma di Politica: ridare prospettiva e speranza ad una Comunità sfiduciata e  divisa.  
Non sapevo se sarei stato all’altezza, ma il mio impegno quotidiano, le mie energie, i miei pensieri, le mie azioni, da quel momento le ho dedicate nello svolgimento del Compito che, con mio grande onore, i miei cittadini mi hanno affidato, ed ho avuto la fortuna di avere al mio fianco amici e collaboratori che mi hanno  ben consigliato, molto aiutato e sempre sorretto.
Tante cose rimangono da fare e non tutto è stato eseguito alla perfezione, ma abbiamo adempiuto con successo al Compito affidato e quindi, vi piaccia o no, siamo orgogliosi di aver scritto qualche rigo di Bella Politica.
Un caro saluto,

Mario
  • p.s. 1. Il vostro giornale ha quasi sempre parlato male del sottoscritto... con una gradita eccezione... gli articoli di Giancarlo... lo ringrazio doppiamente, per l’amicizia e per il coraggio!!!
  • p.s. 2. ritengo corretto mettersi nei panni degli altri, per capire, quindi mi sono chiesto: “se io fossi stato al posto di Ivan, cosa avrei fatto? Avrei anche io cavalcato la vicenda di P.le europa a tal punto?”  Non ho certezze (un conto è mettersi nei panni ed un conto è esserci, lo so…), ma sono sincero  rispondendo che avrei agito diversamente; in qualità di consigliere di minoranza, se avessi avuto a disposizione uno spazio tutto mio su un giornalino valligiano a pochi mesi dalle elezioni, l’avrei speso per raccontare un mio bel progetto da fare in futuro, non a parlar male del progetto sfortunato di un altro!

19 giugno 2012

Su la Festa sta tornando...

Dal 13 al 15 luglio, in Piazza Falcone e Borsellino a Esine. Tra poco il programma completo...

18 giugno 2012

Piazzale Europa di Ponte di Legno: un buco da 11 milioni di euro


Pubblichiamo la versione integrale del contributo di Ivan Faiferri (consigliere comunale di Ponte di Legno)  sulla vicenda di Piazzale Europa.


L'attuale municipio di Ponte di Legno si trova in un luogo escluso dall'abitato fino alla seconda metà del '900, che gli abitanti chiamavano Caret, come l'erba di palude.
Accanto al palazzo comunale da parecchi anni sorge un cantiere pudicamente nascosto da una serie di pannelli fotografici che riproducono alcune vedute di tramonti, paesaggi montani, laghi in cui si rispecchiano le cime.
Tanta bellezza non basta a nascondere un fatto noto a tutti i Dalignesi: lì dietro si consuma uno dei più grandi sprechi di denaro pubblico della storia recente della Valle Camonica, la costruzione del parcheggio interrato di Piazzale Europa.
In tempo di spending review, e poichè ai costi di costruzione si è aggiunta anche una condanna da 2.500.000 di euro, mi sembra giusto ripercorrere brevemente la storia di questa interminabile costruzione: se non servirà a produrre ripensamenti, potrebbe essere utile come monito.
Non sono uno spettatore distaccato, ma un consigliere di minoranza di Ponte di Legno. Non aspettatevi che io sia tenero. Cercherò invece di essere oggettivo, limitandomi a citare dati e fatti.
L'idea risale al 2004, quando la giunta (la stessa di oggi) ha incaricato l’ing. Matteo Testini del progetto dei lavori, approvato il 24/10/2004 con voto unanime. Entro dicembre è stata fatta la prima perizia geologica: due perforazioni in punti diversi del piazzale fino ad una profondità di 15 metri, senza una specifica indagine idrogeologica.
Il progetto era candidato al finanziamento tramite i fondi della Commissione europea e il 23 settembre 2005 la Regione decretava lo stanziamento del contributo.
Nel frattempo il ramo italiano del gruppo internazionale Arup si affiancava al progettista iniziale. Il costo del parcheggio era stimato in € 6.000.000.
Nel gennaio del 2006 una nuova indagine geologica, sugli stessi due fori eseguiti nel 2004, ribadiva la necessità di procedere con cautela per la difficoltà del terreno.
La costruzione era appaltata all'Impresa Milesi geom. Sergio di Gorlago; gli scavi partivano soltanto il 12/02/2007, cinque anni e qualche mese fa.
Nell'aprile del 2007, sugli edifici attorno alla zona del parcheggio sono apparse le prime crepe.
Le ditte costruttrici (Milesi aveva subappaltato alcune parti di lavoro) hanno commissionato a quel punto una nuova perizia che smentiva le rilevazioni precedenti: sotto la superficie era stata trovata una falda di acqua, che nessuna indagine aveva individuato prima, definita "a pressione". Influenzata dalle attività di pompaggio dell'acqua dal cantiere, minacciava la stabilità di tutte le strutture circostanti.
Il progetto iniziale era sbagliato.
L’8/11/2007 la Giunta ha approvato la “perizia suppletiva”: altri 2.800.000 milioni di euro per cercare di tappare il buco nell’acqua, costruendo una sorta di scatola chiusa che isolasse la zona del parcheggio da quelle circostanti.
Si arrivava a € 8.800.000.
Ma a questo punto è intervenuta la prima complicazione: il finanziamento regionale ha una scadenza (già prorogata una volta): maggio 2008.
Non basta: proprio allora i lavori della perizia suppletiva dovevano essere terminati, ma all'esecuzione delle prove per testare la tenuta della scatola, l’esito è stato negativo. La "scatola chiusa" era bucata.
E' solo qui che iniziano i guai seri.
1) Tra amministrazione e progettisti da un lato e imprese dall'altro ci si rimpalla la colpa: la variante non ha dato i risultati sperati per un errore di progettazione (ipotesi dei costruttori) o di realizzazione (ipotesi dei progettisti)?
2) I proprietari degli edifici in pericolo iniziano delle cause contro il Comune e le imprese, per i danni subiti e per la presenza stessa del cantiere: su quello che un tempo era il piazzale si affacciano diversi negozi e ristoranti.
3) Rimaneva il problema dei contributi: la Regione aveva accordato una nuova proroga, il dicembre 2008.
Per garantire la stabilità degli edifici, la magistratura ha ordinato di smettere il pompaggio dell'acqua, trasformando di fatto il buco del cantiere in un laghetto: andate su Google e cercate "Domenica sul lago" per avere un'idea dello stato della zona tra il 2008 e il 2009.
Il sindaco continuava comunque, su giornali e TV locale, a fare dichiarazione ottimiste: il problema della stabilità agli edifici "è risolto, ora pensiamo a completare il parcheggio" (26/07/2008).
Invece, la lite con la ditta peggiorava, mentre i tecnici erano costretti a valutare altre soluzioni.
I lavori si sono di fatto fermati, fino al 16/03/2009, quando la maggioranza ha approvato l'ennesima variante, che richiedeva l'utilizzo di una tecnologia, la "idrofresa", a disposizione solo di pochissime ditte in Italia.
Per poter riaffidare i lavori doveva essere allontanata l'impresa Milesi, rescindendo il contratto.
Il capitolato di appalto prevedeva, in caso di rescissione unilaterale, il ricorso alla procedura di arbitrato: impresa e comune nominano a testa un giudice, a cui se ne affianca un terzo. I tre dovevano determinare le responsabilità delle parti negli eventi, stabilendo anche quanto ciascuna doveva all'altra come danni.
Tralasciamo quest'aspetto ora e seguiamo per un attimo l'andamento dei lavori: adesso non si parla più di un sola opera, ma di due.
La prima ("Opere di consolidamento") riguardava la costruzione della scatola impermeabile tramite l'idrofresa; l'altra ("Opere di completamento", ad ora solo una scritta su un foglio) era la costruzione effettiva del parcheggio.
Le "Opere di consolidamento" sono state affidate (€ 4.326.229,53) il 30/06/2009: i lavori sono tutt'ora in corso, ma la ditta ha già richiesto l'assegnazione di altri 715.000 €.
Di fatto, però, le conseguenze più gravi sono arrivate da altri fronti.
Nel corso del 2010 il Comune ha perso il finanziamento regionale ed il Consiglio ha deciso l'apertura di un nuovo mutuo, di 5.5 ml di euro, per le "Opere di completamento".
Inoltre, il 28 giugno 2011 il Comune è stato condannato a risarcire all'impresa Milesi 2.536.545,52 di euro e nel gennaio 2012, i soldi sono effettivamente stati pagati: questo ha costretto il Consiglio comunale a dirottare altre risorse a coprire quest'altro buco (stavolta nel bilancio).
Ma di fronte a questo inseguirsi di avvenimenti e cifre, quali sono effettivamente i dati di fatto?
Dopo aver pagato 11.084.985,81 di euro, ed avere in previsione di spenderne almeno altri 5.500.000, del parcheggio non c'è ancora traccia.
Se i nostri vecchi l'avevano chiamata Caret, forse una ragione c'era.

13 gennaio 2012

Dal Bresciaoggi: Manifesti anti Lega strappati e distrutti, Graffiti protesta

Dal Bresciaoggi del 13.01.12: La casistica dell´intolleranza politica è particolamente ampia sul territorio della Valcamonica. Nei giorni scorsi, lo ricordiamo, avevamo riportato l´episodio clamoroso dell´incendio dell´automobile dell´ex sindaco di Cevo: adesso, in una fase politica particolarmente tesa anche a livello nazionale, bisogna riferire del tentativo di mettere a tacere una voce politicamente pungente.
«Chi ha paura dei nostri manifesti?» Se l´è chiesto e l´ha chiesto Michele Cotti Cottini, per conto di «Graffiti», alla vista dei manifesti strappati o danneggiati nei giorni scorsi dopo essere stati affissi negli spazi riservati. Mettendoci un po´ di ironia, l´attivista e redattore della rivista non pensa che la responsabilità sia di un «provvidenziale» colpo di vento o di una colla di scarsa qualità.
L´associazione culturale, filiazione del periodico omonimo diretto da Tullio Clementi, aveva curato il testo e la successiva pubblicizzazione di un manifesto che metteva in risalto «l´ipocrisia dei leghisti, passati in pochi giorni dalle vesti di fedeli centurioni romani a quelle di chiassosi ribelli celti».
Il vistoso cartello stradale denunciava tra l´altro a caratteri cubitali il comportamento del Carroccio attraverso la scritta «Se dobbiamo fare sacrifici è per colpa della Lega». In questi giorni i manifesti sfregiati verranno rimpiazzati, e i rappresentanti di Graffiti vanno oltre, informando che «utilizzeremo ogni mezzo di informazione possibile per affermare a gran voce che c´è una parte della Valcamonica che non è disposta a farsi prendere in giro». L.RAN.

11 gennaio 2012

Chi ha paura dei nostri manifesti?

Da qualche giorno nei Comuni della Valcamonica sono apparsi i manifesti ideati da Graffiti per denunciare l’ipocrisia dei leghisti, passati in pochi giorni dalle vesti di fedeli centurioni romani a quelle di chiassosi ribelli celti. “Se dobbiamo fare sacrifici è per colpa della Lega”: questo il semplice messaggio del manifesto.

Purtroppo – specie tra Artogne e Piancamuno – diversi manifesti hanno avuto vita breve: o completamente strappati o sfregiati per quanto possibile (come testimoniano le fotografie sopra riportate). Un provvidenziale colpo di vento? Scarsa qualità della colla utilizzata dall’agenzia che si occupa delle affissioni? Ipotesi assai poco probabili. Tanto che a noi torna in mente quel ritornello che fa «la verità ti fa male lo so»…

8 gennaio 2012

Giovedì 12 gennaio: TERRAFERMA a Darfo

Fratelli d’Italia. Storie di migrazione e accoglienza, tra problemi e opportunità: l’Associazione Culturale Graffiti organizza un ciclo di incontri in alcuni dei Comuni valligiani che hanno aderito al progetto di “accoglienza diffusa” dei “profughi di Montecampione”. Una rassegna che, specie attraverso alcuni recenti film d'autore, vuole offrire un'occasione di incontro, approfondimento, ragionamento su un tema – quello dell'immigrazione – oggetto troppo spesso di politiche urlate, pregiudizi, paure.

L'esperienza di accoglienza diffusa dei profughi in diversi Comuni della Valcamonica dimostra come la convergenza di attori diversi – istituzioni, operatori del settore, associazioni, volontari – possa produrre risultati assai più fruttuosi rispetto al pugno duro e agli slogan egoistici che avevano accompagnato l'isolamento di quest'estate a Montecampione.

La rassegna prende il via giovedì 12 gennaio alle 20.45 al Cinema Garden di Darfo Boario Terme con la proiezione di Terraferma di Emanuele Crialese, con Filippo Pucillo, Donatella Finocchiaro, Beppe Fiorello (è il film scelto per rappresentare l’Italia agli Oscar). Al termine della proiezione la serata proseguirà con il dibattito sul film e un aggiornamento sulla situazione dei profughi ospitati in Valcamonica, in compagnia degli operatori della Cooperativa K-Pax.

Fratelli d'Italia” proseguirà sabato 21 gennaio al Cinema dell’Oratorio di Edolo con la commedia Miracolo a Le Havre di Aki Kaurismäki. Giovedì 26 gennaio sarà la volta de Il villaggio di cartone di Ermanno Olmi, al Cinema dell’Oratorio di Esine. Giovedì 9 febbraio all’Oratorio di Pian Camuno verrà proiettato Life in Italy is ok, documentario in cui migranti e nuovi poveri raccontano la loro vita in Italia e l’aiuto ricevuto dai medici di Emergency. Ancora da definire la data dell'incontro con l'on. Jean-Léonard Touadi alla Cittàdella della Cultura di Capo di Ponte.

In tutti gli appuntamenti della rassegna sarà presente un banchetto di raccolta firme a sostegno delle proposte di legge di iniziativa popolare “L'Italia sono anch'io” per l'estensione dei diritti di cittadinanza.

La rassegna è promossa in collaborazione con Emergency, Università Popolare, Coop K-Pax e con il patrocinio dei Comuni di Edolo, Esine, Pian Camuno, Capo di Ponte.