8 febbraio 2011

Dall'urbanistica al libro di storia: continua il carteggio su Lozio.

Riceviamo e pubblichiamo la risposta di Giacomo Goldaniga alla lettera di Fabio Baffelli e Eliana Giorgi nell'ambito della querelle avviata dallo stesso Goldaniga sulle pagine di Graffiti a novembre 2010.
Non so chi siano Fabio Baffelli ed Eliana Giorgi, ma penso possano essere due consiglieri o due supporter della ex sindachessa Fiorani. Innanzittutto consiglierei loro di leggersi la risposta che il sindaco di Malegno mi ha inviato privatamente nella quale accenna alla posizione di Ettore Facchini che a suo tempo non è stata né compresa né accolta (la lettera è presso di me o presso il sindaco medesimo).
I dubbi dei due sono alquanto maliziosi e tendenziosi. Questa estate io sono stato invitato ad allestire una mostra fotografica su Magnolini e a presentare il mio romanzo, dalla Pro Loco di Lozio in collaborazione con il Comune di Lozio e la Sala Esposizione alla Fontana di Villa. (Ergo l’attività del sottoscritto non è opera di Pizio Michele). A proposito mi ha telefonato il sindaco Giorgi Antonio informandomi che spedirà una lettera al giornale dove chiarirà come ha trovato il Comune all’atto del suo insediamento, il dissesto finanziario ed altro ancora, accennandomi addirittura che dei condominietti non sarebbero stati versato al Comune (se ho capito bene) i costi di costruzione o le opere di urbanizzazione.
Quando sono venuto a Lozio ho visto nel dettaglio lo scempio edilizio (che non ha a che fare con la mia attività culturale), e che ho segnalato spontaneamente senza alcun suggerimento, influenza o fuorvianza.
Secondo punto. Il signor Michele Pizio è stato incaricato da me di elaborare due capitoli sulle fotografie della gente di Lozio (le cui didascalie non potevo conoscere) e sulle associazioni, vecchie e nuove. A suo tempo, visti i rapporti Fiorani-Pizio ho chiesto se avesse qualcosa in contrario su questa collaborazione e la sindachessa mi ha risposto che era bene accetta. Circa l’aggettivo “famigerato” non so a che cosa i due alludano, si spieghino meglio, perché il vocabolario italiano recita “che gode di pessima fama” (di cui non mi risulta). Lo stanziamento di risorse per il libro, per chi non è miope aveva uno scopo commerciale e uno promozionale. 1. s’intendeva di omaggiare a tutte le 400 famiglie la storia del paese (con la tiratura di 200 copie non si è potuto certo fare, a proposito come sono state gestite queste 200 copie che nessuno ha visto?); 2. poiché in estate ritornano a Lozio circa 1000 emigranti e circa 2000 turisti, il libro (2000 copie preventivate) sarebbe stato venduto, non solo recuperando la spesa, ma con un margine di guadagno. Vedo purtroppo che la giunta Fiorani non ha saputo manco trarre un vantaggio commerciale da un’operazione culturale. (Tacàcc so ai bric come le cavre – ha detto nel 1923 Arnaldo Canossi). Quindi la spesa preventivata “ingente” per i due, era totalmente recuperabile!
Infine pongo io una domanda. I soldi recuperati dal Comune presso il tipografo Quetti per aver stampato 200 ridicole copie in economia dove sono andati a finire, come sono stati impiegati? Oggi ci sono persone di Lozio che cercano il libro e non lo trovano. Non sarà stato invece un sabotaggio verso questo libro perché figurava il nome di Michele Pizio? Se così fosse sarebbe una meschinità anche perché è detto nella Bibbia che “gli errori dei padri non debbono ricadere sui figli?” Sarebbe bene quindi meglio che Fabio Baffelli e Eliana Giorgi si documentassero sulla vicenda prima d’insinuare certi miserevoli dubbi, con l’intento di gettare fango su una collaborazione limpida e trasparente (la macchina del fango di Saviano) per certi versi in perdita. Avevo tra l’altro già collaborato con l’attuale sindaco Giorgi sul libro del Castello dei Nobili e con il suo successore sul recupero del Castello medesimo. Inoltre per partito preso non tengo la parte a nessun sindaco, poiché come ho detto nel precedente articolo li considero “una piccola casta”, un comitato d’affari.
Giacomo Goldaniga

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