8 gennaio 2011

Scempio urbanistico in Val di Lozio: chi lo ha permesso?

di Giacomo Goldaniga (da "Graffiti", novembre 2010):
Quest’estate ho svolto attività culturale a Lozio. Era parecchio tempo che non visitavo le contrade loziesi e sono rimasto letteralmente allibito di fronte all’abnorme colata di cemento che ha stravolto totalmente e brutalmente la fisionomia di questo suggestivo angolo di terra montano. Al di sotto della chiesa di S. Nazzaro sorge un nucleo di seconde case, forse un centinaio o poco più, che esteticamente, a mio parere, avrebbero deturpato di meno l’ambiente naturale (la costa sopra Sucinva), se fossero state edificate attorno all’artistica chiesa che, ora, non più isolata e nemmeno attorniata da un nucleo abitativo, ma affiancata solamente dal mostruoso e moderno ricovero sembra, come mi ha fatto notare un anziano del posto, ’nà scarpa e ’n süpel.
Primo interrogativo. Come ha fatto il sovrintendente Rinaldi a rilasciare l’autorizzazione a costruire una casa per anziani ad un metro di distanza dal sagrato di un santuario secentesco? E come ha potuto accettare la Curia un intervento così sacrilego? Bah, potere del danaro! Nel suo non senso e nella sua megalomania, aveva più senso la realizzazione di un nuovo agglomerato, ben realizzato, attorno alla chiesa, com’era nel progetto originale del Pizio, che tutto sommato godeva di una sua filosofia, più o meno condivisibile, vale a dire che i paesi sono sorti e sorgono attorno alle chiese, ammesso che Lozio avesse bisogno di un altro paese tra Laveno e Sucinva. La nuova sindachessa Fiorani, per giunta dichiaratasi apertamente ambientalista, dapprima ha sostenuto che si doveva bloccare tutto, in seguito, forse su insistenti pressioni, forse per vertenze legali in corso, forse per dissesti di bilancio o perché ha cambiato idea, ha lasciato correre, concedendo licenze edilizie a destra e a manca. E così ora una colata di cemento si trova in località Camerata, che non ha proprio per nulla, nel punto dove si è costruito (tra due curve stradali), alcuna vocazione turistica. Mi ricordo che, a suo tempo, proprio in questo sito l’ispettore delle forestali Moggio aveva bloccato due sole villette turistiche dei soci Armanini-Gualandris. Il sindaco di allora era l’attuale Antonio Giorgi.
A Villa si registra lo scempio maggiore. All’ingresso, per chi giunge da Ossimo, s’è modificata la strada, che, a dire le cose come stanno, è una miglioria, in quanto è stata allargata e sulla destra s’è creato un parco giochi per i ragazzi. Ma poco più avanti sorge un alveare di seconde case, le une sopra le altre, con orribili scalinate, e, udite udite, le villette centrali sono sostenute da un lungo, alto e obbrobrioso muraglione ad archi in cemento, del tutto simile a quello di Darfo che ripara lo stradone da un ipotetico secondo franamento roccioso. Codesto muraglione sostiene il terreno e le case costruite al di sopra della strada. A vederlo nel suo insieme, dal versante opposto di Ossimo, a prima vista sembra un esteso casermone militare. Nemmeno ci si è preoccupati di mascherarlo con del verde od altro. Se fossimo in città sarebbe già stato affrescato dai graffittari. Oltrepassata la valle Re, altre seconde case, poi un secondo mostro di cemento, realizzato asportando la roccia, sulla destra dell’imbocco della strada che porta al Castello di Villa. Dalla sala adunanze e dalla scuola sembra che vi crolli addosso... In tutto a Villa quanti nuovi appartamenti si saranno edificati? Forse 300 se non di più. Nel complesso tra Villa, S. Nazzaro e Camerata si saranno costruite circa 500 nuove abitazioni. Il non senso, oltre alla palese bruttura architettonica dell’edificato, consiste nel fatto che i residenti nelle 4 frazioni sono in tutto 360, suddivisi in 200 famiglie. Le abitazioni disabitate dei vecchi nuclei sono oltre 300.
Non si poteva vendere o ristrutturare ad uso turistico il già enorme patrimonio edilizio esistente ed inutilizzato salvaguardando il territorio? A chi sono destinate altre 500 seconde case? Sia pure a prezzi convenienti come si farà a venderle e chi le acquisterà? Nell’attuale crisi economica mi sembrano fuori di melone tanto chi le ha costruite, quanto i turisti che le compreranno. La maggior parte resteranno invendute. Ma veniamo alle responsabilità di questo inutile scempio urbanistico in Val di Lozio. Si sa che i costruttori e gli speculatori fanno il loro mestiere, ma gli enti pubblici non devono governare il territorio? Questi famigerati PGT che ci stanno a fare? Come si è potuto permettere tutto questo? E le famigerate associazioni ambientaliste, Legambiente, Italia Nostra, Amici della Natura, ecc., così contestatrici al tempo della giunta Pizio, dov’erano mentre con la giunta Fiorani si costruiva a S. Nazzaro, a Villa e a Camerata? Dormivano?

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