26 marzo 2010

Lettere alla Redazione: Tarcisio Moreschi

La lettera di Tarcisio Moreschi alla Redazione di Graffiti (marzo 2010):

Sorella, fratello, oggi è il secondo giorno di quaresima, e quindi è iniziato il conto alla rovescia verso la Pasqua. Questo è il periodo nel quale siamo invitati dalla Chiesa a ricordarci in modo particolare di chi sta male. Tra costoro un posto particolare ce l’hanno gli abitanti di Haiti: speriamo che quello che verrà ricostruito resista alle forze della natura che da quelle parti si scatenano abbastanza frequentemente.

Per i cristiani della Tanzania quest’anno il tema della quaresima è “Voi siete il sale della terra”. C’è anche un velato invito a votare con responsabilità nella serie di elezioni che avranno luogo quest’anno.

Per i parrocchiani di Ilembula in più c’è il tema del perdono reciproco. Il tema è espresso dalle parole del Padre Nostro: “rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori”.

Il perdono reciproco è fondamentale nella fede cristiana ed è uno dei principali segni che ci sentiamo amati dal Signore Gesù. Questa è la preparazione più giusta alla Pasqua che è la festa della riconciliazione totale di Dio col creato e con le creature.

Dalle missioni di Ilembula, Wangingombe e Mtwango le notizie sono queste. Con l’arrivo dei volontari della Valcamonica abbiamo ripreso i lavori all’ospedale di Ikelu. Le spese ora sono sostenute dal Rotary di Iseo-Lovere-Breno.

Attualmente a dirigere i lavori c’è un signore di Salorno e due ragazzi del Ticino. Poco alla volta avanziamo verso l’apertura di almeno tre padiglioni. Quando sarà? Per arrivare al dunque occorre che un medico venga a stare qui per un periodo abbastanza lungo così da mettere in funzione i vari macchinari (che devono essere ancora spediti) e mettere a punto le cose più delicate.

Le suore ci sono ma non sono in grado di sapere cosa fare per aprire un ospedale: questa conoscenza è appannaggio dei medici e pertanto siamo nelle mani loro.

A Wangingombe sto procedendo con la preparazione della nuova parrocchia: la casa delle suore è pronta e ora sto approntando la casa per i sacerdoti (ho iniziato il tetto proprio in questi giorni).

Il vescovo vorrebbe che sia pronta per la fine di quest’anno: forse ce la faccio. Ho qui volontari da Gandino e da Fontanafredda che mi aiutano per gli impianti elettrici e idraulici; grazie a loro i lavori progrediscono anche nei settori più delicati come quelli della corrente e dell’acqua.

Anch’io spero di passare la parrocchia di Wangingombe a un sacerdote locale. Io continuerò ad occuparmi del Centro di riabilitazione per bambini disabili che è pure in costruzione e che è seguito dai quattro volontari del servizio civile. Spero di avere anche le suore entro la fine dell’anno.

La parrocchia di Wangingombe comprende 18 villaggi che messi assieme a quelli di Ilembula fanno la cifra di 33 villaggi. Se padre Otto fosse più giovane, non sarebbe un problema seguirli tutti, ma visto la sua età (72 anni) e i problemi di pressione suoi, diventa abbastanza problematico seguire come si deve ognuno di questi villaggi. Attualmente facciamo il minimo indispensabile, però mi accorgo che la vita cristiana è rallentata.

Talvolta penso che anche le altre denominazioni cristiane siano volute da Dio perché noi cattolici non riusciamo a fornire certi servizi che il Signore vorrebbe dare ai suoi figli e allora suscita altre Chiese che pure aiutano a stare in comunione con Dio. Trovo che queste chiese nate di recente aiutano pure le persone a conoscere la Bibbia, ad amare il prossimo, a relazionarsi con Gesù e a risolvere certi problemi delle persone. Non possiamo legare le mani a Dio. Lui inventa cammini per andare a Lui che noi riteniamo poco ortodossi. Il vero senso di tutto questo lo sa solo Lui.

A Mtwango continua ad andare Fausta per seguire gli orfani, gli asili e gli ammalati di Aids. Lei poi continua a seguire molto da vicino anche il villaggio Tumaini. In pratica tutto quello che è Caritas è in mano a lei che svolge egregiamente il suo compito. Tutto questo ha un senso? Talvolta me lo chiedo. La risposta la trovo anche nella tua generosità e nella tua solidarietà: per me sono segni tangibili che non sto lavorando invano, ma che vado nella direzione voluta da Gesù.

Ora ti saluto. Ho sempre un ricordo particolare per gli ammalati e gli infermi: li ringrazio tutti per la forza che danno a me e a tante persone nella lotta contro il male. Grazie. Buona Quaresima e buona Pasqua, Tarcisio.

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