26 marzo 2010

Lettere alla Redazione: Daniele Ducoli

La lettera di Daniele Ducoli alla Redazione di Graffiti (marzo 2010):

Siamo alle solite! “il lupo perde il pelo ma non il vizio”!

Rieccoci all’appuntamento con le elezioni regionali, l’occasione per rifilarci la solita zuppa di promessine e buoni intenti, le solite affissioni murali di facce sorridenti e abiti stirati… arriveranno per posta gli indesiderati “santini” e per telefono i messaggi registrati a sollecitare il voto per il candidato di turno… che sofferenza, anche questa volta ci tocca digerire questa ennesima farsa del “Teatrino Italia”.

A lungo mi sono chiesto come mai tanti candidati si prodigano e investono massicce risorse pur di entrare a far parte del girone dantesco dei “golosi”.

Forse perché ho sempre fatto riferimento al “politico di quartiere”, il sindaco del piccolo borgo, il consigliere comunale che con incarichi nel sociale, nello sport ecc. investono il loro tempo libero (spesso “rubato” alle famiglie) per rendere la vita del paese più viva, senza mai farsi notare.

A tutte queste persone che con vera passione politica lavorano per il sociale spesso rimettendoci anche del denaro proprio, considerati gli esigui compensi che un consigliere comunale di un piccolo paese riceve, va il nostro ringraziamento perché ancora credono nella collettività.

Poi mi risveglio dal torpore sociale in cui la nostra confusa società è immersa e scopro che i compensi di un consigliere regionale ammontano a svariate migliaia di euro + i “dovuti” rimborsi spese + i soliti privilegi della classe dirigente.

Ed ecco svelato il segreto; altro che spirito di volontariato sociale e passione politica, qui ci sono di mezzo i quattrini e se riesci a inserirti per bene in qualche schieramento politico ti puoi assicurare nel breve periodo una pensione d’oro, altro che pensione minima sociale!

Dopo “mani pulite” mi era venuto il sospetto che visto l’aumentato rischio, sarebbero aumentate anche le tangenti; infatti gli ultimi fatti di cronaca hanno evidenziato l’attuale esistenza di fenomeni di corruzione politica-finanziaria-mafiosa.

La storia ci insegna che dove tira aria di potere, c’è puzza di corruzione.

Per questo tipo di problema l’unica soluzione è una bella “purga” come già aveva intuito oltre 2000 anni fa il filosofo greco Socrate.

Questo personaggio straordinario auspicava l’esistenza di una figura di politico che «pur avendo in pugno lo Stato allo stesso tempo non poteva possedere ricchezze, né ricavarne alcun profitto».

Questi si doveva comportare come guardiano del sociale, senza sostanze personali, perché la ricchezza doveva essere distribuita fra tutta la popolazione, quindi lo scopo che si era stabilito non era quello di rendere felice una classe o un individuo, ma tutto lo Stato nel suo insieme, un vero Stato Unitario.

Per niente il povero Socrate fu condannato a bere la cicuta!

Per tornare ai giorni nostri, basterebbe porre un tetto massimo ai compensi percepiti dai nostri politici (penso che 5.000 euro per le più alte cariche dello Stato siano più che sufficienti) e stabilire pene severissime a coloro che causano danni all’intera collettività o si macchiano di gravi reati che non dovrebbero mai cadere in prescrizione.

E poi anche per questi signori la pensione di anzianità dovrebbe essere equiparata a quella di tutti gli altri cittadini, quindi basta pensioni d’oro!

Sono convinto che mettendo in pratica queste semplici regole si sarebbe una bella scrematura fra i politici, mi sa tanto che il numero di manifesti affissi diminuirebbe in modo drastico.

Ma cosa volete, siamo in Italia e il teatrino deve continuare come sempre, e allora, si cali il sipario sulle nostre coscienze!


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