23 dicembre 2009

Conoscere il sud del mondo - Appunti fotografici sul Marocco


Venedì 15 gennaio alle 20,30 in Tapioca a Darfo prima serata del ciclo CONOSCERE IL SUD DEL MONDO dedicata al MAROCCO.

In programma un tour fotografico per scoprire le bellezze di un paese ricco di storia e cultura. Le tappe della visita toccheranno la città di Marrakech, i villaggi berberi dell'alto Atlante, i deserti di Merzouga, Essaouira e l'oceano. Fotografie di Alessio Domenighini.

A seguire il ciclo proporrà serate dedicate a
Burkina Faso a cura di Cinzia Arzu (Febbraio)
Etiopio a cuda a cura di Adelio Gregori (Marzo)
Messico a cura a cura di Alessio Domenighini (Aprile)

In collaborazione con Tapioca, Università Popolare e Graffiti.

22 settembre 2009

Per Maculotti Assessore

L'Associazione Graffiti ha aderito all'appello perchè Giancarlo Maculotti possa continuare il suo lavoro di Assessore alla Cultura in Valcamonica. Ad oggi l'appello è stato sottoscritto da 16 associazioni e 631 cittadini. Per adesioni: giancarloassessore@gmail.com



A Giancarlo Maculotti

Al Presidente della Comunità Montana di Valle Camonica

Ai sindaci e al centrosinistra di Valle Camonica


I firmatari di questa lettera sono un gruppo di Associazioni operanti sul territorio della nostra Valle e privati cittadini preoccupati di quanto sta succedendo nelle stanze della politica.In particolare vogliamo far sentire il nostro parere sulle scelte che stanno ridefinendo la dirigenza degli enti comprensoriali, a partire dalla Comunità Montana, con rinnovamenti e ricambi. E ci pare un fatto positivo che chi ha già dato decida di lasciare il posto a nuove persone.

Ma un fatto ci lascia sgomenti e contrariati: il possibile avvicendamento alla carica dell’Assessorato alla Cultura, condiviso dallo stesso Giancarlo Maculotti, a cui chiediamo un ripensamento esplicito ed immediato.

E questo per alcune ragioni.

Intanto l’Assessore Maculotti che ha ricoperto questa carica lo ha fatto davvero per pochi anni.

Il secondo aspetto, quello più rilevante, riguarda le iniziative che questo Assessorato ha realizzato: Del Bene e Del Bello, Passi nella neve, il Forum delle Associazioni Culturali, il Distretto culturale, Archeoweek, la messa in rete dei musei, la rivista Intervalli, la riforma del Sistema bibliotecario, CaMus di Breno, la Cittàdella Cultura di Capo di Ponte tanto per citare le cose più rilevanti. Riteniamo che complessivamente mai la Valle Camonica abbia goduto di una stagione culturale di così alto livello. Vuoi per i cittadini della Valle, vuoi per l’immagine esterna, con evidenti ricadute anche di tipo turistico.

Certo tutte le persone hanno gli stessi diritti, molti politici hanno delle capacità innegabili, ma riteniamo parimenti che ogni persona sia diversa per sensibilità, bagaglio culturale, capacità organizzative. Per questo riteniamo insostituibile oggi nel panorama della Valle l’Assessore Maculotti.

E allora una prima serie di domande: perché privare la Valle di una risorsa di questo tipo? Perché procedere a una “normalizzazione”? Perché impoverire la Valle di una garanzia che ci sembra irrinunciabile? Una garanzia non legata ad amicizie personali (anche per alcuni di noi), o a interessi di clan. È la valutazione sui fatti, sulle iniziative realizzate, sulle cose concrete messe in campo che ci spinge a queste considerazioni. In fondo la nostra è la difesa di un territorio che è anche nostro e di una dimensione culturale che ci sembra importante.

Il terzo aspetto riguarda più la nostra area: quella della sinistra e più in generale quella sensibile alle problematiche sociali. Da sempre il male terribile di quest’area è stato quello delle divisioni, delle frantumazioni, della guerra di tutti contro tutti. Ebbene ci è capitato molte volte di partecipare ad iniziative culturali messe in campo e di incontrare moltissime persone, di varia provenienza, di appartenenze diverse, ma di simile sensibilità e di constatare come quello che veniva realizzato fosse in grado di costruire una comunità di intenti, giudizi non sempre unanimi, ma sicuramente atteggiamenti che tendevano a smorzare le differenze e la voglia di contrapposizione. Certo è un processo lento, difficile, ma sicuramente di non piccola rilevanza. Non solo: abbiamo visto in questi anni chiamati al lavoro culturale parecchi giovani intellettuali della Valle. Anche questo ci pare un fatto di grande portata, quando la politica tende a perpetuare le solite facce e certo di fasce d’età piuttosto alte.
E allora una seconda serie di domande: ce la sentiamo di buttare tutto a mare? Dov’è la sensibilità ai processi che avvengono nell’area sociale di cui ciascuno di noi fa parte? È proprio così difficile continuare un’esperienza in grado di amalgamare su un terreno così decisivo come quello culturale appartenenze, sensibilità, impegni diversi? Ci rendiamo conto che tutte le domande poste non hanno risposte facili né semplici. Ma compito della politica è anche quello di prendersi le proprie responsabilità. Da parte nostra vogliamo sperare in un ripensamento che permetta a questa Valle e alle persone sensibili che ci vivono di poter continuare a praticare una serie di esperienze che crediamo davvero utili per tutto il nostro territorio e per ciascuno di noi.

Associazioni:
Amici del Lago Moro, Associazione Artebambini, Associazione Graffiti, Associazione Identità, Associazione Tapioca, Auser Insieme Camuna, Circolo Culturale Ghislandi, Cooperativa K-Pax Onlus, Gian Arcobaleno sezione Lozio, La Fabbrica dei Suoni, Legambiente Valle Camonica, Liberamente Camuni, L’Incanto Armonico, L’Ontàno Verde, Radio Valle Camonica, Università Popolare


25 giugno 2009

24 giugno 2009

Se la Lega bara...


Artogne, 6-7 giugno 2009: i tabelloni riservati agli annunci funebri riempiti dai manifesti abusivi (e terribili) della Lega trionfatrice delle Elezioni.

9 giugno 2009

Abbracciamondo a Malegno, dal 18 al 21 giugno

Per il nono anno, dal 18 al 21 giugno a Malegno (Oratorio, Campo Sportivo) si terrà la Festa Interculturale ABBRACCIAMONDO... da non perdere!
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GIOVEDI’ 18 GIUGNO
h. 20.30 Sala Consigliare Comune di Malegno
Performance di lettura espressiva di brani della letteratura di migrazione curata da attori-scrittori migranti epresentazione del libro “Intrusi. Vuoto comunitario e nuovi cittadini”, di Ramona Parenzan, Ombre Corteeditore.
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VENERDI’ 19 GIUGNO
h. 19.00 apertura ristorante etnico
h. 21.00 Alleluya Band (Folk Reggae dal Malawi)
Quarta tournée in Italia dell’originale gruppo composto da 16 musicisti e ballerini provenienti dal Malawi. Il gruppo musicaleAlleluya Band nato negli anni ’70 fra i villaggi poveri di Balaka in Malawi, nel corso del tempo è diventato leader nel panoramamusicale nazionale. In trent’anni di vita la band ha partecipato attivamente alla cultura musicale nazionale diffondendo la musicareggae e la rumba africana, facendosi influenzare dalla musica leggera italiana degli anni ’70 e mantenendo il legame saldo, forte edinamico con la cultura orale tradizionale africana. Il risultato è un mix esplosivo, uno spettacolo pieno di energia vitale tracanzoni intrise di tradizioni e folklore, il reggae, la rumba e le danze che travolgono in ballo collettivo.
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SABATO 20 GIUGNO
h. 19.00 apertura ristorante etnico e “ Cena dei popoli”
h. 21.30 Banda di Piazza Caricamento (World Music) - direzione artistica Davide Ferrari
Da Genova città multietnica un grande spettacolo di musiche e danze dal mondo. La Banda di Piazza Caricamento come simboloartistico della convivenza e della non violenza, della creatività e della metamorfosi culturale, composta da 17 artisti di origine eprovenienza dai 5 continenti, portavoce di integrazione e testimoni delle tradizioni dei loro paesi. Ritmi cubani delle congas,africani delle darabouka e dei djembee, voci rap delle metropoli, melodie vocali dell'Europa dell'Est, del Brasile, dell'India edell'Italia, i magici arpeggi delle corde della Kora, l'arpa africana, e tanti altri diversi strumenti e voci dialogano e si fondono,creando un sound incalzante, prorompente, nuovo e ricercato. Il flusso sonoro è corredato da interventi di danza delle tradizioni.
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DOMENICA 21 GIUGNO
h. 19.00 apertura ristorante etnico
h. 21.00 Circo Abusivo (Balkanic Folk Klezmer Music)
Un viaggio tra teatro e ironia, mazurke e bossanove, suoni da orchestrina sgangherata, ma con una potenza di suono notevole,spaziando allegramente tra le "musiche vagabonde", che provocano danze scatenate e battimani convinti. Klezmer, musica Rom,origini della Valtellazija, un’esplosione di colori e lampi di follie multietniche, questo è un concerto del Circo Abusivo. Musicavenuta da lontano, ma che sembra appartenere al più profondo essere dell'animo umano. Affascina e commuove. Il pubblico nonresiste all’ energia che trascina nel vortice della danza, con l'intento di liberare l'anima, di buttare le braccia al cielo per cercare diacchiappare al volo le note della pazza orchestra.
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Tutte le sere banchetti artigianato etnico, tenda dei massaggi thailandesi, suoni e sapori dal mondo, prodotti equosolidali, spazio informativo della campagna “ Rifugiati, non solo numeri” per la GIORNATA MONDIALE DEL RIFUGIATO – 20 GIUGNO 2009.
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LA MANIFESTAZIONE SI SVOLGE AL COPERTO E SI TERRA' ANCHE IN CASO DI MALTEMPO - Ingresso libero, PER INFO TEL. 320.8697964.
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Ad organizzare Abbracciamondo 2009 sono Comune di Malegno - Assessorato Politiche giovanili e Centro “Casa Giona” Breno, con il sostegno di: Oratorio di Malegno, Sindacato CISL Darfo, Sportello Immigrati CGIL Darfo, Associazione Tapioca Darfo, Cooperativa Sociale K-pax Onlus, Fondazione Comunità Bresciana Onlus, Consiglio Territoriale Immigrazione Valle Camonica, Carovana dei Diritti Umani di Valle Camonica. Con il Patrocinio di Provincia di Brescia – Assessorato attività e beni culturali, BIM e Comunità Montana di Valle Camonica

12 maggio 2009

Giuliani, Locatelli, Scalfarotto, Zipponi a confronto

Venerdì 29 maggio alle 21, presso la Sala BIM di Breno (via Aldo Moro 7), si confronteranno nell'iniziativa pubblica "Valcamonica-Bruxelles: cosa faremo in Europa":

HAIDI GIULIANI (candidata Lista Comunista Anticapitalista)
PIA LOCATELLI (candidata Sinistra e Libertà)
IVAN SCALFAROTTO (candidato Partito Democratico)
MAURIZIO ZIPPONI (candidato Italia dei Valori)

L'incontro è promosso dalla nostra Associazione, in collaborazione con il Circolo Ghislandi, l'Università Popolare e i partiti di zona.

29 aprile 2009

Riunione dell'Associazione

E' convocata per sabato 2 maggio alle ore 16.30 in Sala '89 a Boario (vicolo Oglio) una riunione degli iscritti dell'Associazione Culturale Graffiti. All'ordine del giorno l'organizzazione delle prossime iniziative (serata sulle Elezioni Europee e festa estiva) e l'aggiornamento sul lavoro comune con Università Popolare e Circolo Ghislandi.

16 aprile 2009

Fiaccolata a Lozio, ricordando Cappellini

Nel centenario della nascita di Giacomo Cappellini, il più autorevole esponente della Resistenza nella media Valcamonica, il 1° maggio 2009 si terrà a Lozio una fiaccolata antifascista.
La partenza è fissata alle 19.30 nel parcheggio sterrato sulla strada per Sucinva. L'arrivo in località Bratarì di Laveno (durata: 1 ora e mezza).
Cena al sacco presso il bar "La tana dei luf" con l'intrattenimento musicale di Dario Canossi e dei Luf.
Promuovono l'iniziativa: Anpi, Fiamme Verdi, Comune di Lozio, Comune di Malegno, Protezione Civile di Lozio, Carovana dei Diritti, Circolo Culturale Ghislandi, Cgil, Cisl, Associazione Culturale Graffiti, Università Popolare, Tapioca.

2 aprile 2009

Sabato 11 aprile, Boario: sulle note di De André


“Per la stessa ragione del viaggio, viaggiare, ha scritto Fabrizio De André in Khorakhané. E il viaggio comincia dal punto di partenza. Dalla Liguria, un paesaggio universale come disse Eugenio Montale. Ma soprattutto da Genova, una delle capitali del Mediterraneo. E dal suo centro storico (Genova di Sottoripa. / Emporio. Sesso. Stipa. / Genova di Porta Soprana, / d’angelo e di puttana, secondo il poeta Giorgio Caproni). Dai suoi odori. E dal suo dialetto, così affollato di sonorità e di vocaboli arabi”...
Saranno i testi scritti per l’occasione da Maurizio Perini, brenese d’adozione e genovese doc, a fare da filo conduttore allo spettacolo dedicato a Fabrizio De André, in programma sabato 11 aprile al Centro Congressi di Boario. Partiremo da Creuza de mä e arriveremo ai campi coltivati a cielo e denaro, a cielo ed amore. Di mezzo Via del Campo, la prateria di Fiume Sand Creek, il campo dai mille papaveri rossi del soldato Piero. Tra musica e poesia viaggeremo nei luoghi cantati da Fabrizio, e torneremo a trovare alcune delle sue creature: Bocca di Rosa, il Giudice, il Medico, Giovanna d’Arco
Sul palco gli attori Antonello Scarsi e Monica Del Pero, insieme a un terzetto di ottimi musicisti: Alessandro Adami (la voce dei Correnti di ali e Mille anni ancora), Matteo Pizzoli (chitarra), Stefano Zeni (violino).
Lo spettacolo (ingresso libero, inizio alle ore 21) è promosso da un nutrito gruppo di associazioni (Graffiti, Università Popolare, Tapioca, Identità, Emergency, Anpi, Ghislandi, Cgil), con il patrocinio della Comunità Montana di Valle Camonica.

25 marzo 2009

Riunione di Graffiti e delle altre associazioni

E' convocata per domenica 29 marzo, alle ore 16.00 presso la Sala '89 di Boario, una riunione aperta agli iscritti delle associazioni Graffiti, Università Popolare, Circolo Ghislandi, Anpi, Tapioca, Emergency, Libera, Identità, Auser, Legambiente, LiberaMente Camuni, Amici della Natura.
All'ordine del giorno la discussione su una possibile futura festa di queste associazioni, accomunate da valori e ideali. Sarà anche l'occasione per approfondire la conoscenza reciproca e confrontarci sulle iniziative in programma.

9 marzo 2009

Liberi di scegliere: Graffiti per una buona legge sul testamento biologico

A colpi di decreti e tv, hanno perseguitato un padre colpevole solamente di voler rispettare – nella legalità – la volontà di sua figlia. Lo hanno accusato di essere un assassino. Più o meno lo stesso trattamento hanno riservato al Presidente Napolitano, reo di difendere lo stato di diritto e la Costituzione. Si sono permessi volgarità indecenti, del tipo “Salviamo Eluana, potrebbe ancora procreare”.
Berlusconi, il centrodestra, i “moderati” (?!) d’ogni schieramento, le gerarchie ecclesiastiche; tutti hanno dato il peggio di sé. La politica ha raggiunto il suo punto più basso, l’ingerenza vaticana è diventata asfissiante, si è aperto uno scontro istituzionale senza precedenti.
Terminato il calvario di Eluana e di suo padre, oggi cosa resta? Oltre al ricordo di una delle pagine più buie della nostra Repubblica, resta un pessimo disegno di legge in discussione in Parlamento.
Graffiti – associazione e giornale – si schiera. Ci schieriamo per la libertà di scelta. Nel rispetto dei convincimenti (e dei dubbi) di ciascuno, pensiamo sia giusto che ognuno possa decidere se vuole essere idratato o nutrito artificialmente. Ognuno deve poter decidere per sé; non il sen. Gasparri, l’on. Binetti e il card. Bagnasco per tutti.
Troverete come inserto al numero di marzo di Graffiti un fac-simile del testamento biologico che vorremmo venisse introdotto anche in Italia (potete anche scaricarlo da qui). Vi invitiamo a compilarlo e inviarlo alle associazioni che hanno lanciato questa campagna di pressione sul Parlamento. Facciamo sentire la nostra voce!

8 marzo 2009

Palazzo "Simoni Fè": non solo teatro

Pubblichiamo la versione integrale dell'articolo di Maurizio Gino Morandini (consigliere comunale di Bienno) a proposito di buona amministrazione e cattiva opposizione...
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Durante il consiglio comunale tenutosi giovedì 26 febbraio 2009, la maggioranza del comune di Bienno, guidata dal sindaco Aldo Pini, ha votato la richiesta di dimissioni nei confronti del consigliere del gruppo di minoranza “Per Bièn Con Bièn”, dott. Enzo Antonini. Per inciso e per essere precisi, “Per Bièn Con Bièn”, nonostante non faccia esplicito riferimento a nessun partito politico, è diretta espressione della locale sezione della Lega Nord.
La decisione del sindaco Pini e della sua maggioranza di prendere un così duro provvedimento è maturata in seguito ad un esposto, presentato dal dott. Antonini in data 29 dicembre 2008 alla procura e ad altri svariati soggetti istituzionali, in cui si accusava chiaramente gli amministratori di aver favorito in modo illegittimo un'azienda nella partecipazione ad una gara d'appalto, che tra l'altro era stato assegnato a marzo 2008, quindi più di 9 mesi prima della segnalazione del caso e avvenuta quando i lavori erano per la maggior parte ultimati. L'appalto in questione si riferiva al rifacimento del teatrino della Pro Loco e dei cortili interni del Palazzo Simoni Fè, oltre che alla realizzazione della nuova piazza che si affaccerà sul palazzo stesso.
In ordine a quanto accaduto si possono fare almeno tre riflessioni. In primo luogo, c'è da sottolineare che tutte le accuse presentate dal dott. Antonini si sono rivelate essere infondate e smontate una per una da una perizia legale. Secondariamente, della procedura di gara si erano occupati, essendo ciò di loro competenza, i funzionari comunali, e non gli amministratori come risultante dall'esposto. Infine, se anche per un qualche motivo ci fossero stati gli estremi per tenere in considerazione lo scritto del dott. Antonini, ciò che si sarebbe verificato avrebbe avuto conseguenze molto negative non solo per gli amministratori, ma anche e soprattutto per la cittadinanza biennese, ed il perché è presto detto. I lavori suddetti sono infatti stati finanziati, per una grossa percentuale (pari a 370.000 euro), dal bando regionale sui PICS; se fossero stati bloccati, e quindi non terminati entro il termine previsto dal bando, quei fondi sarebbero andati perduti, e di conseguenza l'amministrazione comunale avrebbe dovuto trovare un altro modo per introiettarli, presumibilmente attraverso tassazione a carico dei cittadini. Oltre a ciò, ci sarebbe stata la perdita, da parte delle 25 aziende che erano state partners del comune nella partecipazione al bando, dei fondi regionali loro destinati; visto che queste aziende hanno già investito cospicue somme di denaro, vedendo svanire quanto loro spettante si sarebbe potuto supporre per queste attività difficoltà economiche più o meno gravi, che avrebbero potuto portare in alcuni casi anche al licenziamento dei dipendenti o addirittura alla chiusura delle stesse, con una ricaduta molto critica per le famiglie biennesi.
Per questi motivi non si riesce proprio a capire cosa abbia spinto il dott. Antonini, evidentemente supportato dalla Lega Nord sezione di Bienno, a dare il via ad un'azione prima di tutto falsamente infamante, e secondariamente gravemente lesiva degli interessi dei cittadini, dei quali, almeno a parole, la Lega dice di volersi fare carico. In questo fatto non si può che ritrovare l'ennesimo esempio dell'ipocrisia, della volgarità e dell'incapacità amministrativa di un partito che governa a tutti i livelli territoriali continuando ad insultare gli avversari e facendo della demagogia e del populismo le sue armi migliori, non riuscendo però mai a tradurre in benessere effettivo per le “genti del nord” i suoi tanti proclami. Tutto l'opposto della maggioranza che amministra Bienno ormai da 8 anni, e che in questo tempo ha dato prova, pur tra ovvi alti e bassi, di efficienza, efficacia, lungimiranza e attenzione anche a problematiche di carattere più generale. Basti qui ricordare quanto deciso proprio durante il consiglio comunale cui si faceva riferimento, e che riguarda anche in questo caso la piazza che dovrà divenire il centro, effettivo e simbolico, del paese. Grazie all'impegno del consigliere Valter Bontempi, la piazza sarà intitolata a Padre Benvenuto Mendeni, sacerdote gesuita, prete operaio a Parma e Milano e missionario in Ciad. Padre Benvenuto è stato un testimone della biennesità in Italia e nel mondo, è stato espressione di quella chiesa che, diversamente da tante parte del clero, in primis di quello vaticano, sa essere umile tra gli umili, ultima tra gli ultimi, semplice tra i semplici, lottando perché anche chi soffre ed è ai margini possa essere raggiunto da un po' d'amore e da un briciolo di giustizia. Piazza Padre Benvenuto Mendeni, giocando anche sul nome stesso del sacerdote, dovrà essere, negli intenti dell'amministrazione, un luogo d'accoglienza e d'incontro, un luogo in cui ci si possa confrontare e conoscere, tra compaesani, certo, ma anche tra “nativi” e stranieri, che con la loro sola presenza rendono ancora più bello e più vivo il nostro piccolo borgo. Un luogo dove poter cercare momenti di pace e dialogo, le stesse cose a cui certamente tendeva anche il dott. Antonini presentando il suo esposto.

2 marzo 2009

Assemblea dei soci di Graffiti: statuto, coordinamento, iniziative

Sabato 28 febbraio, dalle ore 16.00, in sala ’89 a Boario, si è tenuta l’assemblea dei soci dell’Associazione Graffiti che aveva all’ordine del giorno la discussione e l’approvazione di alcune modifiche statutarie, l’elezione del coordinamento e la discussione e l’approvazione delle iniziative per l’anno in corso.
Presenti all’assemblea: Michele Cotti Cottini, Valerio Moncini, Guido Cenini, Pierluigi Fanetti, Felice Bona, Gabriele Scalvinoni, Francesco Ferrati, Alessio Domenighini, Paolo Cominini, Tullio Clementi, Isa Santicoli, Barbara Distaso e Dario Botti.
Assenti, ma votanti a mezzo delega: Marino Cotti Cottini, Albino Ferrati, Lara Clementi, Carla Masnovi, Margherita Moles, Maurizio Gino Morandini e Serena Treachi .
Verificata la regolarità dell’assemblea, si è proceduto con l’approvazione delle modifiche allo Statuto. Brevemente: tra gli scopi dell’associazione è stato inserito un richiamo ai valori della sinistra nei quali tutti gli iscritti si riconoscono (pace, antifascismo, laicità…), è stato eliminato il vincolo di indipendenza della associazione dalle altre associazioni operanti sul territorio in vista di una possibile Federazione per il 2010 ed è stata modificata la struttura organizzativa attraverso la sostituzione della figura del Presidente con quella del coordinatore e l’introduzione di un coordinamento di almeno cinque persone in carica per un anno al posto del consiglio direttivo.
Le persone che, al termine dell’incontro, sono state indicate per far parte del coordinamento sono: Paolo Cominini, Michele Cotti Cottini, Barbara Distaso, Gino Morandini ed Isa Santicoli. Il coordinatore verrà eletto dai membri del coordinamento che provvederanno, nelle prossime settimane, anche all’assegnazione per ciascuno di precisi incarichi. Revisori dei conti sono Guido Cenini e Valerio Moncini. Il bilancio è stato approvato ed a breve verrà aperto un libretto postale intestato alla Associazione.
Espletate le incombenze burocratiche siamo passati a discutere delle iniziative che ci interesserebbe organizzare per il 2009, da soli o in collaborazione con le altre associazioni. A tale ultimo proposito, infatti, ci siamo detti nuovamente interessati alla possibilità di riunirci per il prossimo anno in una federazione (o quanto meno di provarci), partendo dall’organizzazione per l’anno in corso di alcuni appuntamenti comuni.
Ecco le iniziative che vorremmo proporre al Circolo Culturale Ghislandi e Università Popolare:
1) serata di tributo a De Andre’ in aprile già precedentemente approvata (Gino Morandini è per l’associazione Graffiti il responsabile dell’iniziativa);
2) per l’estate Festa delle Associazioni: da approvare anche dalle altre associazioni, prevede il coinvolgimento di tutte le realtà a noi affini presenti sul territorio: Libera, Tapioca, Emergency, Legambiente, EpocaDonna, Associazione Identità…; è difficile, ne siamo consapevoli, ma più che mai necessaria anche visti i risultati ottimi della cena organizzata in gennaio;
3) per novembre iniziativa sui MURI: in occasione del ventennale della caduta del Muro di Berlino (9 novembre 1989), ripercorriamo dal punto di vista storico, politico e figurativo la vicenda della Germania e ne prendiamo spunto per parlare dei Muri di oggi (il muro di Gaza, per esempio).
Per quando riguarda, invece, le iniziative della Associazione Graffiti (cui possono ovviamente aderire, se interessate, altre associazioni), ecco le proposte emerse dalla assemblea:
1) iniziativa sul testamento biologico da organizzare quanto prima vista l’urgenza del dibattito;
2) iniziativa politica da organizzare a Maggio in vista delle elezioni europee ed amministrative (la più classica delle iniziative!);
3) iniziativa e campagna formativa in merito alla applicazione in Valle della normativa inerente l’abbattimento delle barriere architettoniche.

La riunione si è chiusa alle ore 18.45.
Barbara Distaso

19 febbraio 2009

Scrivono di noi...

Di Ermete Giorgi (da Bresciaoggi, 19 febbraio 2009):
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«Tenendo rigidamente fede al titolo «Graffiti» è un giornalino che anzitutto graffia. Basandosi poi sugli altri e diversi significati, la testata potrebbe esser interpretata anche come «incisione eseguita - recita il sottotitolo - con una punta su una superficie dura, per lo più mettendo allo scoperto un sottostante strato di colore diverso», ché poi è quanto dire «scoprire gli altarini». Ed a ben vedere, le due cose - graffiare e svelare i segreti - non si escludono, ma si integrano a vicenda. Esce mensilmente in Valcamonica da 18 anni, direttore responsabile è Tullio Clementi, che ha organizzato la redazione nella sua casa di Boario Terme. Nessun aiuto economico: l’autofinanziamento poggia su 350 abbonati, che si spera di aumentare a 450 entro l’anno corrente e su modestissimi inserti pubblicitari. In quanto ai contenuti: «Particolare attenzione agli eventi che accadono (o non accadono) sul nostro territorio, ma senza trascurare il resto del mondo, a maggior ragione oggi che la tendenza ad imbrigliare l’informazione tende a soffocare sempre più la libertà di stampa». I collaboratori fissi sono sei o sette, tra cui quasi sempre figura Alessio Domenighini, ma il comitato di redazione è composto da: Monica Andreucci, Bruno Bonafini, Guido Cenini, Michele Cotti Cottini, Valerio Moncini. L’articolo più atteso è «La classifica del mese» firmata da un Gastone non meglio identificato e di cui opportunamente vien difeso l’anonimato. Qui vengono espressi voti di tipo scolastico dall’uno al dieci, con circostanziata motivazione sull’operato. Capita di trovar tra queste righe nomi di sindaci camuni, di politici più o meno di primo piano, di amministratori, enti, associazioni, sodalizi, di privati cittadini a volte lodati, altre stroncati».

11 febbraio 2009

A cena con Graffiti: GRAZIE!

Ringraziamo tutti coloro che sono intervenuti alla cena per soci e lettori organizzata presso il centro sociale di Bienno il 17 gennaio scorso, contribuendo a renderla una serata speciale. Ringraziamo tutti i volontari, membri della Associazione e non, senza i quali nulla sarebbe stato possibile e ci scusiamo con le persone che per problemi esclusivamente organizzativi non sono riuscite a partecipare. Ci vediamo l'anno prossimo!

1 febbraio 2009

Incendio di Cevo: fascista o nazifascista?

Pubblichiamo la versione integrale della lettera di Lodovico Scolari (presidente Anpi di Cevo), riportata sul numero di Graffiti del febbraio 2009:
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Sul n. 174 di Graffiti Tullio Clementi ha ricordato le iniziative promosse nel corso del 2008 per commemorare l’incendio di Cevo del 3 luglio 1944, e con l’occasione ha svolto un lungo sermone contro quello che lui chiama «il feticcio della concordia nazionale» in nome e per il conseguimento della quale si mistificano fatti ed eventi. Questa mistificazione la si riscontrerebbe anche a Cevo allorché si insiste nell’attribuire l’incendio e la distruzione del paese ai nazifascisti anziché ai soli fascisti italiani, quasi a voler così alleggerire le responsabilità di quest’ultimi. Sulla stessa lunghezza d’onda pare sintonizzata anche Bruna Franceschini dell’Anpi provinciale che sul periodico dell’Associazione “Ieri e oggi Resistenza” del settembre 2008, richiama le puntualizzazioni fatte da Tullio Clementi.
Pur corrispondendo alla pura verità dei fatti che l’incendio e la distruzione di Cevo il 3 luglio 1944 fu opera dei soli fascisti, mi sembra che nel caso di Cevo il rilievo di Clementi e della Franceschini, così come posto, risulti fuorviante e un po’ stonato.
Infatti, la dicitura «Cevo-3 luglio 1944 - dopo la distruzione dalla rabbia nazifascista» è da sempre riportata come didascalia sotto la fotografia emblema dell’incendio e della distruzione di Cevo, che appare su tutte le pubblicazioni inerenti alla vicenda resistenziale della Valsaviore e che campeggia da qualche decennio su una intera parete dell’aula consiliare del municipio di Cevo.
Dicitura coniata negli anni ’50 dagli stessi partigiani, diretti protagonisti di quei fatti.
Io non credo che l’abbiano fatto per sminuire le responsabilità dei fascisti o tantomeno pensando alla concordia nazionale venuta in auge alcuni decenni dopo.
La spiegazione più verosimile di ciò, a me sembra di averla colta parlando con alcuni partigiani della 54ª Brigata d’assalto Garibaldi e dalla lettura approfondita della storiografia e delle pubblicazioni di Mimmo Franzinelli sull’argomento. Essi, quando si parla della vicenda storica di quel periodo in Valsaviore, la associano al nazifascismo e non solo al fascismo per indicare in modo inequivocabile quale era il male e il nemico da combattere. In questa visione viene ricompresa anche la giornata del 3 luglio 1944 dove ad operare furono solamente reparti fascisti.
Il sacrificio di Cevo incendiato e distrutto, il 3 luglio 1944, è stato eletto ad emblema di tutta la lotta partigiana in Valsaviore e ciò, molto probabilmente, ha indotto la dicitura sopra riportata.
Una lotta quella partigiana in Valsaviore, combattuta sia contro tedeschi che i fascisti, ma dove il nemico più pericoloso e temuto veniva intravisto proprio nei tedeschi, perchè essi controllavano e dirigevano le operazioni di rastrellamento dei repubblichini e alcune venivano condotte congiuntamente: perchè la famigerata Banda Marta era una formazione fascista che operava ai diretti ordini dei tedeschi, talché, nel notiziario n. 21 della G.N.R. del 21 maggio 1944 viene definita come «Banda ingaggiata dal Comando Germanico per operazioni antiribellistiche in Valsaviore». E due giorni più tardi, sempre sull’attività della Banda Marta, lo stesso notiziario scrive che «... il Comando germanico preoccupato, ha sospeso temporaneamente l’attività del suddetto gruppo antiribelle, disponendo però che venga impiegato quanto prima, ma insieme con reparti tedeschi», aggiungendo che «è probabile l’inizio di una azione di forza in concorso con i reparti tedeschi [...], secondo le direttive che darà il Comandante tedesco della piazza...».
Come poi avvenne. Nell’autunno del 1944, infatti, i rastrellamenti in Valsaviore furono effettuati da reparti tedeschi. Gli arresti a Cevo del 9 ottobre e l’impiccagione a Saviore del partigiano Emilio Sola il 13 ottobre 1944 furono opera dei tedeschi.
L’intera Valle Camonica subì nello stesso periodo una forte offensiva da parte dei reparti tedeschi e vi fu negli stessi giorni l’eccidio di Pezzo ad opera degli stessi.
Leggendo attentamente la “Baraonda”, si noterà che l’autore Mimmo Franzinelli parla diffusamente di «apparato militare nazifascista».
Questa a me sembra la spiegazione più plausibile di quella dicitura sotto la fotografia di Cevo incendiato e distrutto. Cevo l’ha sempre rispettata in ossequio e riconoscenza di chi l’ha voluta e scritta. E tuttavia a nessuno di noi sfugge di chi furono le responsabilità e quando parliamo e ricordiamo i fatti del 3 luglio1944 diciamo con naturalezza che i fascisti hanno incendiato e distrutto il nostro paese.
Lodovico Scolari (presidente della Sezione Anpi di Cevo)

27 gennaio 2009

I rifiuti: incenerire o azzerare?

Pubblichiamo, tratto da “La Voce di Romagna” del 26 gennaio, un articolo della nostra collaboratrice Monica Andreucci sul tema dei rifiuti (tema trattato anche da Alessio Domenighini e Margherita Moles sul numero di Graffiti del febbraio 2009):

“Straz doni, oh”! Qualcuno forse ha ancora memoria del richiamo che lo straccivendolo lanciava, quando passava in strada, alle massaie. A quella figura che, per mestiere, ritirava fino a non moltissimi anni fa i panni dismessi è dedicato proprio in Romagna un monumento probabilmente unico al mondo; e dove poteva essere se non nella “capitale” del recupero-riuso delle cose vecchie? E dove poteva tenersi, se non proprio a Gambettola – appunto – il primo Convegno Nazionale su Ambiente, Salute ed Energia dal titolo “RIfiuto: RIduco e RIciclo”?
La Casa editrice Macro di Cesena, pioniera della informazione non condizionata da logiche di mercato e lobby consumistiche o speculative, ha organizzato una due giorni di full immersion nella… immondizia presentando strategie alternative e buone pratiche di gestione di tutto ciò che viene gettato in pattumiera. Benché qui da noi non vi siano condizioni (ancora) a livello di altre zone, è importante che l’opinione pubblica conosca il problema sentendo altre “campane” oltre quelle dei Mass Media ufficiali. Questa è faccenda che ci riguarda tutti, quotidianamente, con l’emergenza rischio costante nell’attuale stile di vita occidentale, segnato dall’usa-e-getta e dalla rincorsa al profitto selvaggio, consumando risorse senza preoccuparsi di rigenerarle oltre che producendo montagne di scarti.
Eppure: «I rifiuti non esistono, sono una invenzione umana recentissima», ha esordito Gianni Tamino, docente presso l’Università di Padova dove si occupa anche di Bioetica. Un tempo infatti non si buttava via nulla, perché ogni cosa veniva riutilizzata o era biodegradabile e la si reimmetteva nel ciclo naturale. Questo fino a pochi decenni fa: «Poi abbiamo travolto e stravolto il buon senso – ancora il professore – quando si è sbagliato con le discariche e continuato con gli inceneritori. Ma la Terra è sistema chiuso: riciclare la materia è condizione essenziale perché la vita esista e sia esistita, nel ciclo perpetuo di scambio e trasformazione come tra le piante e gli animali. Però attualmente si sta consumando in media più dei quasi 2 ettari di terreno vitale per abitante del Pianeta, quindi stiamo intaccando il capitale delle generazioni future. Eppure l’area libera serve per assorbire CO2 (anidride carbonica prodotta bruciando combustibili fossili, quasi unica fonte energetica contemporanea) salvo che poi la si cementifica o inquina, con conseguenze climatiche disastrose».
Nulla di nuovo, tuttavia sono esigue le fette di popolazione che accettano di cambiare stile di vita: già basterebbe non inseguire nevroticamente l’ultimo modello di PC o cellulare… «I processi industriali sono lineari – ha spiegato Tamino – realizzando prodotti commerciali che devono durare poco, essere non riparabili quindi sostituibili, venduti con imballaggi inutili il cui destino è nel sacco nero. Dopo 2 miliardi d’anni di evoluzione in cui la Natura ha imparato a riciclare, arriva l’Uomo che non lo fa, e così crea la spirale perversa che ha portato – pian pianino – alla bolla finanziaria di questo periodo. Fino poi sentirci assurdamente dire che, per uscirne, dovremmo consumare di più! Parlare di rifiuti, in sostanza, significa ragionare su tutti i passaggi civili e socio-economici che precedono l’atto di scoperchiare il cassonetto». Importante sarebbe cominciare ad invertire la rotta.
Marco Boschini ha portato l’esperienza di Colorno (Parma) e della Associazione Comuni Virtuosi: «La politica non fa nulla per evitare di farsi sparare addosso. Però è possibile ridurre l’impronta ecologica (impatto della società attiva sull’ambiente), in accordo con le varie comunità perché dire di rifiuti significa dire di gestione del territorio, quindi urbanistica, di energia, quindi mettere in discussione
>uno stile di vita – di mobilità dolce – quindi interrogarsi sulla necessità e modalità degli spostamenti di cose e persone. Indubbiamente temi che hanno a che fare con gli Enti Locali!».
Quando il dibattito si colora in certe sfumature, diventa concreta la possibilità di un altro modo, più partecipato e consapevole, dell’attuare la democrazia. Finalmente vicina alla gente, insomma, al Pese reale: «Dovremmo uscire dalla logica che gli altri sono più forti, come il modello di comportamento che ci viene detto – il senso del Convegno riassunto da Giorgio Gustavo Rosso, fondatore di Macro – e qui lo facciamo scambiandoci informazioni ed esperienze senza obblighi di sponsor. L’iniziativa per la quale non a caso si è scelta una sede “riciclata” come l’ex SCICLI, cementificio ora noto come “la Fabbrica”, è tutta autofinanziata con i fondi del Macrocredit, quindi soci liberi accomunati dal concetto per cui ciò che ci accade è sotto la nostra responsabilità: ogni volta che deleghiamo ad altri la soluzione di problemi, ci si ritorcono contro».
Così accade per la faccenda-rifiuti, sempre più affrontata con la panacea ammucchia o brucia. Ma «I processi produttivi veramente naturali non usano mai la combustione – il prof. Stefano Montanari, coordinatore del complesso di incontri “RI-RI-RI” è scienziato modenese di fama internazionale – eppure sono in previsione 81 inceneritori per rifiuti in Italia. Probabilmente se ne faranno una trentina, però sappiamo veramente quali effetti comporta il loro funzionamento?».
Il sospetto è che la cura sia peggio della malattia, in quanto se uno dei massimi esperti in inquinamento da polveri sottili (capaci, tra l’altro, di trasmigrare per migliaia di chilometri) avanza questo dubbio c’è da rifletterci su.
Allora vale la pena ascoltare chi ha studiato una realtà data per “miracolosa”, quella dell’ASM a Brescia: «Certo, a prima vista una città che differenzia il 42% dei propri rifiuti sembrerebbe virtuosa – ha raccontato Marino Ruzzenenti, ricercatore su temi ambientali – ma ciò nonostante, nell’impianto più famoso d’Italia la quota di rifiuti trattati non diminuisce, anzi! Ciò avviene perché si accetta di tutto, perfino scarti non troppo convenzionali: pensiamo che il 30% è “umido”, cioè assurdamente si alimenta un bruciatore con roba organica fresca (che darebbe fertilissimo compost!), e così la resa è infima, il 24% dell’energia impiegata per farlo funzionare. È una macchina dello spreco, perché per esempio, in un anno distrugge 150 tonnellate di preziosissimo rame, che piuttosto si dovrebbe recuperare. Poi costa parecchio alla collettività per le ingenti sovvenzioni che richiede, producendo essa stessa scarti velenosi
ed infidi. Nel latte prodotto da erba di terreni dei dintorni è stata trovata diossina in quantità preoccupante...».
Però la monnezza è affare colossale, per chi non ha scrupoli: «Non è che la Campania sia più produttiva, in merito – la giornalista Jusy Iuliano, da quella regione ha portato testimonianza qui – nessuno ha mai parlato dei compensi enormi percepiti dai vari commissari e subcommissari all’emergenza, per i quali conveniva – eccome! – che durasse a lungo».
Chi glielo va a dire, allora, che si potrebbe arrivare senza troppa fatica all’obiettivo “Rifiuti Zero”? Forse gli studi di Paul Connet, ospite d’onore a Gambettola, dovrebbero esser conosciuti più diffusamente dalla società civile italiana, com’è ormai in tutto il mondo: il docente universitario americano, che ha deciso di dedicarsi completamente alla divulgazione, ha tenuto finora migliaia di conferenze dovunque per dimostrare che davvero è possibile, tuttosommato senza troppa fatica,
attuare la “Strategia Zero Waste”. Questo in ogni attività umana, finanche di tipo industriale distribuendo benessere/ricchezza, creando posti di lavoro, salvaguardando l’ambiente (anzi, ripulendolo dove occorre), facendo “terra bruciata” intorno alla criminalità ed alla speculazione, realizzando un
modello di sviluppo eco-compatibile ed indubbiamente sano, utilizzando intelligentemente le risorse, applicando un concetto altissimo di democrazia intesa come partecipazione e responsabilità di ognuno, quindi anche di chi amministra la cosa pubblica».
Utopie o ricerca di soluzioni efficaci ad una grave questione? «La società civile deve coinvolgere, controllare chi è al potere in tutto, non solo riguardo all’immondizia – il suggerimento di Rossano Ercolini da Capannori, coordinatore della Rete Nazionale Rifiuti Zero – perché la popolazione è ricettiva, anche nelle metropoli: da Camberra a Buenos Aires, tanto per dire, c’è da almeno un decennio enorme cura nella riduzione degli scarti; in California si è sul 62% in meno. Va meglio nei centri piccoli come noi, dove già in fase sperimentale abbiamo raggiunto l’83% di raccolta differenziata grazie ad un continuo, paziente, instancabile lavoro di comunicazione».
Ovviamente questo dev’essere inteso come scambio, non inculcamento di informazioni astruse e tendenziose. Poi si scopre che anche in Romagna c’è chi sta cercando di mandare “in bianco” i compattatori, come il Comune di Forlimpopoli. Le buone pratiche esistono, sono semplici e già
dalle prime gestioni attive nei bilanci.
Qualche idea? Negli appalti delle mense pubbliche, pretendere acqua non in bottiglia, stoviglie riutilizzabili, alimenti di stagione e locali. Per le pulizie, prodotti non impattanti con attenzione nel dosaggio, scongiurando inquinamenti; nei “Nidi”, forniture di pannolini riutilizzabili. Comunque la pattumiera piangerebbe se, già nel carrello della spesa, ogni persona applicasse una minuscola ricetta che può evitare un enorme problema: buon senso. Chi vuol saperne di più, visiti http://www.macroedizioni.it/.